L’IVA sui fabbricati del Comune

di Valeria Fusconi

Pubblicato il 8 marzo 2012

analisi dell'assoggettabilità ad IVA dei fabbricati di titolarità del Comune: in quali casi spetta l'esenzione da IVA per le operazioni immobiliari del Comune?

Un interessante pronunciamento della C.T.R. di Bari (Sez. staccata di Lecce, sent. n. 197/22/2011, dep. 21.09.2011) ha affrontato (e ben risolto) il tema dell’applicazione o meno dell’IVA alle cessioni di immobili da parte del Comune, anche nel rispetto dei principi Comunitari1, i quali impongono una differenziazione fra le attività poste in essere dall’Ente nella qualità di “pubblica autorità” e le altre, inquadrabili nella nozione di “attività commerciale o agricola”, di cui all’art. 4, c. 4, del D.P.R. n. 633/1972.

Si tratta di un argomento particolarmente complesso, anche perché l’applicazione o meno dell’IVA alle attività svolte dai Comuni è disciplinata in modo non uniforme dalla normativa nazionale e da quella comunitaria. In particolare, mentre il DPR n. 633/1972 individua – in generale – il presupposto per l’applicazione del tributo nello svolgimento “abituale” di attività economiche (commerciali ed agricole), la disciplina comunitaria si limita ad negare la rilevanza IVA alle attività esercitate dagli enti territoriali in veste pubblicistica, in assolvimento dei compiti istituzionali. Da ciò discende che i Comuni non sono considerati soggetti passivi d’imposta quando svolgono un’attività economica di pur