Il trattamento IVA del distacco dei dipendenti

di Giovanni Mocci

Pubblicato il 13 febbraio 2012

gli orientamenti della Cassazione sul corretto trattamento ai fini IVA sul prestito di dipendenti: la definizione dell'esatta base imponibile su cui calcolare l'imposta

A poco più di un anno e mezzo, la Corte di Cassazione rivede nuovamente il proprio orientamento in materia di imposizione IVA sul prestito di dipendenti, assumendo questa volta una posizione certamente conforme all’avviso generalmente invalso secondo cui, ove il compenso pattuito per il distacco di personale non corrisponda, in più o in meno, al mero rimborso del costo, l’addebito del prestatore dovesse formare, per intero, oggetto di imposizione IVA.

Infatti, la recente sentenza della Corte di Cassazione, Sez. Unite, n. 23021 del 7 dicembre 2011 ha ribaltato l’avviso espresso lo scorso anno con la sentenza n. 19129 del 7 settembre 2010 della Sez. tributaria, in base alla quale la Corte ebbe ad affermare che l’esclusione da IVA sussisteva sino a concorrenza del costo del personale distaccato e che bensì rimaneva attratta nell’ambito impositivo l’eventuale sola eccedenza.

 

A tale proposito va preliminarmente evidenziato che con il termine “distacco” deve intendersi la messa a disposizione provvisoria di un lavoratore a favore di altro imprenditore, con conservazione dell’originario rapporto di lavoro.

In altri termini, non si verifica l’interruzione o la sospensione del rapporto di lavoro, ma il semplice svolgimento, in via temporanea, della prestazione a vantaggio di un soggetto diverso dal datore di lavoro.

Il distacco, dunque, consiste in una modificazione delle modalità di svolgimento della prestazione del lavoratore che, sulla base della decisione datoriale, svolge la propria opera a favore di un terzo soggetto (stabilito dal datore di lavoro), senza che, per questo, si produca effetto novativo, ovvero che il precedente rapporto sia estinto e che ne sorga uno nuovo.

 

Secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale, affinché il distacco sia legittimo devono ricorrere i seguiti requisiti:

  1. temporaneità del distacco o comando (cfr. Cass. 15 giugno 1992, n. 7328);

  2. interesse del datore di lavoro distaccante alla prestazione lavorativa in favore del destinatario (anche se dello stesso gruppo societario) (cfr. Cass. 3 giugno 2000, n. 7450).

 

Gli aspetti IVA del rapporto di distacco.

Per quanto concerne il trattamento IVA dei compensi derivanti dal distacco di personale, va tenuto presente che, in base a quanto stabilito dall’art.8, comma 35, della legge 67/88, «non sono da intendere rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto i prestiti o i