Accertamento sintetico: lo scostamento sul dichiarato

Allo stato, per le annualità fino al 2008, l’art. 38, c. 4, del D.P.R. n. 600/1973, permette all’ufficio finanziario, in base ad elementi e circostanze di fatto certi, indipendentemente dalle disposizioni recate dai commi precedenti e dall’art. 39, del citato D. P. R. n. 600/1973, di determinare sinteticamente il reddito complessivo netto del contribuente, quando il reddito accertabile si discosta per almeno un quarto da quello dichiarato.

Sul punto ricordiamo che con sentenza n. 237 del 21 ottobre 2008 (dep. il 9 gennaio 2009), la Corte di Cassazione aveva già affermato che “dalla interpretazione letterale della norma non si ricava che i due o più periodi di imposta devono essere consecutivi, nè che essi devono essere necessariamente anteriori a quello per il quale si effettua l’accertamento, essendo sufficiente, secondo la disposizione in esame, che il reddito dichiarato non risulti congruo rispetto ai predetti elementi per due o più periodi di imposta”.

 

Il successivo comma 5 dispone che qualora l’ufficio determini sinteticamente il reddito complessivo netto in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali, la stessa si presume sostenuta, salvo prova contraria, con redditi conseguiti, in quote costanti, nell’anno in cui è stata effettuata e nei quattro precedenti.

Il contribuente ha facoltà di dimostrare, attraverso idonea e probante documentazione, sia prima che dopo la notificazione dell’avviso di accertamento, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.

 

Gli elementi indicativi di capacità contributiva

Gli elementi indicativi di capacità contributiva, inclusi nella Tabella allegata al D.M. 10 settembre 1992, e a quella oggi aggiornata con il Provvedimento direttoriale dell’11 febbraio 2009, rilevano come disponibilità da parte del contribuente persona fisica.

L’art. 1 del D.M. fa, infatti, riferimento alla “disponibilità di beni e servizi di cui all’art. 2, secondo comma del D.P.R. 29.9.1973, n. 600, e descritti nella tabella allegata che fa parte integrante del presente decreto“, restando “ferma la facoltà dell’ufficio di utilizzare … anche elementi e circostanze di fatto indicativi di capacità contributiva diversi da quelli menzionati nel comma 1“.

I beni e servizi si considerano, infatti, “ nella disponibilità della persona fisica che a qualsiasi titolo o anche di fatto utilizza o fa utilizzare i beni o riceve o fa ricevere i servizi ovvero sopporta in tutto o in parte i relativi costi “, rimanendo “ esclusi i beni ed i servizi relativi esclusivamente ad attività di impresa o ad attività professionale che, pertanto, non rilevano ai fini della valutazione della capacità contributiva della persona fisica che ne ha la disponibilità “ ( art. 2, comma 1, del D.M. 10.9.1992).

Gli elementi di indicativi di capacità contributiva sono dati da:

1) aeromobili;

2) navi e imbarcazioni da diporto;

3) autoveicoli;

4) altri mezzi di trasporto;

5) roulottes;

6) residenze principali e secondarie, distinte per zone e per tipologie di disponibilità

7) collaboratori familiari;

8) cavalli da corsa o da equitazione;

9) assicurazioni di ogni tipo (escluse, naturalmente, quelle relative alla R.C. obbligatoria per i veicoli a motore, sulla vita e quelle contro infortuni e malattie).

 

Ai fini del calcolo del reddito sintetico l’ufficio procede all’individuazione dell’importo reddituale attribuito a ciascun indice di capacità contributiva e a moltiplicarlo per il relativo coefficiente.

Gli importi dei vari indici di ricchezza ottenuti devono essere sommati, considerando l’importo più elevato al 100%, il secondo importo al 60%, il terzo importo al 50%, il quarto importo al 40%, e tutti gli altri importi successivi al 20% (i valori ridotti, comunque, non possono essere inferiori all’importo base, cioè a quello utilizzato per la moltiplicazione con il relativo coefficiente). Al…

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