L'emissione di obbligazioni convertibili

  1. Premessa

Sia le S.P.A. che le S.A.P.A. ed in particolari casi anche le cooperative1, hanno la facoltà di emettere prestiti obbligazionari entro determinati limiti. Restando alle spa, il prestito può anche prevedere il diritto in capo al sottoscrittore di richiedere, in luogo dell’ordinario rimborso, la conversione delle obbligazioni possedute in azioni della società emittente oppure di altra società.

Le obbligazioni in questione, definite per la loro peculiarità, obbligazioni convertibili in azioni, hanno un contratto sottostante assimilabile a quello di mutuo, caratterizzato dall’opzione di poter convertire le obbligazioni sottoscritte in azioni. Entrando più nel dettaglio, tali strumenti finanziari sono riconducibili a strutture composte da una obbligazione con cedola (fissa o variabile) e un’opzione di conversione della medesima obbligazione in azioni della stessa (procedimento diretto) o di una terza ( procedimento indiretto) società; il possessore del titolo ha la facoltà di decidere, al momento dell’estrazione a sorte, se ottenere il rimborso ovvero ritirare l’azione dando in cambio l’obbligazione ( esercizio dell’opzione).

Per l’emittente, la convertibile ha il vantaggio rispetto al “puro” prestito obbligazionario di un basso onere per interessi; la differenza tra i due tassi rappresenta parte del costo del diritto di opzione sostenuto dal risparmiatore.

1 Deliberazione 3 maggio 1999 del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio.

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