Leveraged buy-out

Con le parole “leveraged buy-out” viene identificata una tecnica finanziaria per l’acquisizione di aziende in cui il capitale necessario all’acquisto viene erogato da finanziatori diversi dall’acquirente a fronte di una garanzia basata sull’azienda acquisita.




Dalla suddetta definizione, un’operazione di leveraged buy-out può essere esemplificata come segue:






  1. identificazione di una società “target” da acquisire;



  2. creazione di una società veicolo per effettuare l’acquisizione;



  3. reperimento delle fonti di finanziamento ai fini dell’acquisizione;



  4. acquisizione della società target tramite indebitamento della stessa;



  5. fusione fra la società veicolo e la società target.




La problematica principale che si può ravvisare nelle operazioni di questo tipo è il reperimento delle fonti di finanziamento esterne, in quanto la classica operazione di leveraged buy-out prevede che il debito acceso per finanziare l’acquisizione verrà restituito tramite i flussi di cassa generati dalla società target. Per tali motivi, la letteratura economica prevalente indica che la società bersaglio deve operare in un settore economico maturo e che non richiede investimenti per rimanere sul mercato, in quanto per ripagare il prestito acceso verrà drenata la liquidità della società acquisita.




Il concetto sottostante all’operazione, concetto che giustifica l’acquisizione a debito di una società è quello di “leva finanziaria”. In poche parole, il concetto di leva finanziaria è un moltiplicatore della capacità d’investimento che dipende dalla capacità dell’investitore di acquisire i capitali sul mercato dei finanziamenti. Rispetto al momento di gloria del leveraged buy out negli anni ’80, si è molto raffreddata la fiducia nella leva finanziaria, in quanto lavorare con forti aliquote di capitale investito proveniente dal mercato aumenta fortemente il tasso di rischio di un’impresa.




Le problematiche più rilevanti sono la possibilità di garantire i flussi di cassa necessari al pagamento del debito acceso nel medio-lungo periodo che contrasta col fatto che la società acquisita sarà impoverita delle risorse proprie e quindi, finchè non avrà ripagato i debiti relativi all’acquisizione, sarà difficoltoso effettuare investimenti, anche se necessari a difendere la propria posizione di mercato.




A fronte di queste problematiche si può, tuttavia, individuare un vantaggio di tipo fiscale. La società target, per le caratteristiche sopraindicate, normalmente è una società che genera forti utili con elevata imposizione fiscale; gravare una tale società di un debito può significare ottenere risparmi d’imposta (che vanno comunque verificati rispetto alla normativa fiscale vigente – i.e., la normativa fiscale italiana, al momento, cerca di contrastare l’eccessivo indebitamento delle imprese con particolari regole sulla deducibilità degli interessi passivi).




Ovviamente, a livello di gestione si possono creare sinergie fra acquirente ed società acquisita, tali sinergie possono generare risparmi sui costi ed un conseguente miglioramento di ricavi e flussi di cassa.




Il secondo aspetto critico della gestione del prestito in un operazione di leveraged buy-out sta nella tempistica di acquisizione della società. La società veicolo nasce, per definizione, sottocapitalizzata; il prestito acceso per effettuare l’acquisizione viene, sempre per definizione, garantito dagli asset (in particolar modo dai flussi di cassa futuri) della società target.




Almeno inizialmente, il prestito acceso dalla società veicolo è teoricamente da considerare provvisorio e “non garantito; in letteratura tale prestito viene definito bridge loan (prestito ponte).




La strutturazione definitiva del finanziamento arriverà una volta acquistata la società target: solo in quel momento si definirà il cosiddetto senior loan, cioè il prestito nella sua forma definitiva, garantito dai flussi di cassa della società target.


Tecnicamente, il bridge loan si riduce ad essere un prestito di brevissimo periodo da essere rimborsato in un’unica soluzione al momento dell’erogazione del senior loan, che, al contrario, è un prestito di medio-lungo periodo strutturato in base ai flussi di cassa attesi della società




3 aprile 2010


Luca Bianchi

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