I costi di start-up: problematiche operative e aspetti contabili

Quadro di riferimento

I costi di start-up sono i costi sostenuti dalle imprese di nuova costituzione o esistenti, per avviare nuovi rami d’azienda, nuovi processi produttivi e/o nuove sedi o filiali industriali
e commerciali. La traduzione letterale di costi di start-up è quella costi preoperativi.

Proprio a causa della finalità di questi costi, appare corretto, indipendentemente dalla natura degli stessi e in considerazione del protrarsi nel tempo della loro utilità, procedere alla loro capitalizzazione e al loro successivo ammortamento, sebbene non si possa prescindere, anche in considerazione della fase aziendale, da un’attenta analisi volta a classificare correttamente le spese di start-up, per evitare che possa realizzarsi un annacquamento del capitale.

Aspetti generali della dei costi di start-up

Per le imprese di nuova costituzione si pone il problema di riconoscere quali costi hanno natura pluriennale e quali costi, anche nella fase pre-operativa, hanno natura di costi d’esercizio. Relativamente ai costi che hanno natura pluriennale, il differimento va effettuato fino alla generazione dei primi ricavi. A tal riguardo, appare inequivocabile, da un punto di vista fiscale, il contenuto dell’art. 108, co. 4 del T.U.I.R. che stabilisce che le spese relative a più esercizi, comprese le spese d’impianto, sono deducibili a partire dall’esercizio in cui sono stati conseguiti i primi ricavi.

Il principio contabile OIC 24, definisce i costi relativi alle imprese di nuova costituzione «costi di avviamento di una nuova impresa o di una nuova attività». Il principio contabile associa questi costi a quelli sostenuti da un’impresa di nuova costituzione o da un’impresa preesistente prima dell’inizio di una nuova attività, quali ad esempio un nuovo ramo d’azienda, un nuovo centro commerciale per un’impresa che opera nella grande distribuzione, un nuovo processo produttivo. I principi contabili naziona-li permettono la capitalizzazione di questi costi tra le attività immateriali, solo nel rispetto delle seguenti condizioni:
– i costi si riferiscono al periodo precedente l’avvio dell’attività;
– rientra nella prassi consolidata del settore di riferimento, il differimento di questi costi;
– il principio della ripartibilità temporale dei costi risulti rispettato.

I costi capitalizzati devono essere ammortizzati, secondo quanto stabilito dal principio contabile OIC n. 24 per un periodo ragionevolmente breve, a partire dalla data in cui la nuova azienda, il nuovo ramo d’azienda, il nuovo centro commerciale o il nuovo processo produttivo divengono disponibili per l’uso.

Dunque, i costi di start-up, sono i costi sostenuti, per gli investimenti finalizzati alla realizzazione di un nuovo processo produttivo, commerciale od organizzativo o all’avvio di un nuovo ramo d’azienda. Sono quei costi che hanno come finalità principale l’introduzione ed l’innovazione dei processi aziendali, pur se non sempre le componenti negative di reddito allocabili in questa classe, hanno natura di costo differibile.

Si parla di costi pre-operativi anche relativamente ai costi sostenuti per l’acquisizione di una commessa (studi, ricerche, eccetera) inclusi quelli di partecipazione a gare che possono essere classificati quali costi pre-operativi. … CONTINUA….

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