Le società di capitali: aspetti operativi e contabili della destinazione degli utili

Premessa
La riforma della tassazione delle società di capitali, approvata con D.Lgs. n. 344/2003, con decorrenza dal 01/01/2004, ha introdotto numerose novità nel campo della tassazione dei dividendi erogati dalle società di capitali.

I cardini della riforma fiscale ruotano intorno a tre punti fondamentali:
1. riduzione della pressione tributaria sulle società;
2. semplificazioni nella struttura del prelievo, con abolizione del sistema del credito d’imposta e dei canestri e introduzione di un regime di parziale detassazione dei dividendi in capo ai soggetti percipienti o di conferma della tassazione secca dei dividendi percepiti da persone fisiche su partecipazioni non qualificate;
3. armonizzazione della tassazione dei dividendi a livello di Unione Europea.

A tal fine, si è reso necessario introdurre:
a) una tassazione a livello di gruppo ( con l’introduzione ad esempio del meccanismo del Consolidato Nazionale);

b) un nuovo regime di tassazione dei dividendi e delle minusvalenze/plusvalenze realizzate su cessioni di partecipazioni (il meccanismo della partecipation exemption in sigla PEX1);
c) l’introduzione del meccanismo della thin cap, ossia di un meccanismo di contrasto alla sottocapitalizzazione delle società, teso ad evitare arbitraggi tra le diverse soluzioni di rendita (dividendi vs interessi);
d) l’introduzione di un regime di parziale esenzione dei dividendi con contestuale abolizione dei meccanismi di differenziazione dell’aliquota (dual income tax ) o dei crediti d’imposta;
e) l’introduzione del regime della trasparenza fiscale, che immette nella dinamica fiscale delle società di capitali, elementi propri della tassazione delle società di persone.

L’analisi delle problematiche relative alla fiscalità dei dividendi, appare fondamentale nell’approccio alle problematiche operative relative alla destinazione dell’utile d’esercizio nelle società di capitali, perché il transito da un sistema di tassazione basato sull’autonomia del prelievo tributario in capo alla società partecipata, in cui le imposte ivi liquidate, determinavano il riconoscimento di un credito d’imposta a favore del soggetto partecipante, ad un regime di tassazione esclusiva in capo alla società partecipata, con esenzione parziale dei dividendi percepiti in capo ai soggetti partecipanti (95% dei dividendi percepiti dai soggetti I.R.E.S.), appare segnatamente differente. 

 

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