Il socio è ammesso a difendersi anche se la società partecipata non ha impugnato l’accertamento

di Luciano Sorgato

Pubblicato il 2 dicembre 2022

In caso di accertamento nei confronti di una SAS, il socio accomandante può impugnare l’avviso di accertamento relativo alla propria quota del maggior reddito anche se divenuto definitivo per mancata impugnazione della società.

difesa socio società accertamentoPer la Commissione Tributaria provinciale di Reggio Emilia, che si è pronunciata con la recente sentenza n. 161/1/2022, il socio accomandante di una società in accomandita semplice, nell’impugnare l’avviso di accertamento relativo alla quota del maggior reddito contestato alla società e divenuto definitivo in quanto non ritualmente impugnato dal suo legale rappresentate, dispone di un pieno diritto di difesa allargabile ad ogni singolo presupposto di diritto e di merito alla base delle riprese fiscali imputate alla società partecipata.

 

Il caso della CTR Reggio Emilia

Per il Giudice tributario di Reggio Emilia, la definitività dell’avviso di accertamento per mancata impugnazione della società, non determina alcuna menomazione delle tutele processuali spettanti al socio.

Assolutamente condivisibile la massima della CTP di Reggio Emilia, anche se appare poco comprensibile, trattandosi di una società di persone fiscalmente coordinata dalla tecnica impositiva della trasparenza fiscale e, quindi, processualmente dal litisconsorzio necessario, non sia stato dato seguito all’integrazione del contraddittorio con la società medesima e con gli altri soci, in forza dell’inscindibilità d’interazione delle complessive posizioni processuali.

In ogni caso e al di là dello specifico tema processuale e della sua indubbia rilevanza, in specifico ordine al tema relativo al diritto di difesa del singolo socio, il Giudice di Reggio Emilia ha governato in modo corretto sul piano del diritto la singola vicenda processuale e l’ampie