Responsabilità del debito fiscale solidale ed illimitata nel caso di scissione parziale

di Antonino Russo

Pubblicato il 15 novembre 2022

In caso di scissione di una società, come si trasferiscono i debiti fiscali della società scissa e quali sono le responsabilità solidali?

La scissione parziale e la responsabilità solidale e illimitata, delle società partecipanti, ai debiti fiscali

scissione parziale responsabilità debito fiscaleLa scissione, ai sensi dell’art. 2506 codice civile, si realizza mediante il trasferimento di tutto il patrimonio della società scissa in favore di più società, preesistenti o di nuova costituzione, ovvero mediante il trasferimento di una parte soltanto di detto patrimonio a favore, in questa ipotesi, anche di una sola società.

In entrambi i casi è prevista la contestuale assegnazione delle azioni o quote delle società beneficiarie ai soci della scissa.

Indipendentemente dalle diverse forme di scissione che da suddetta operazione possono originare, l’elemento comune si ravvisa indubbiamente nel dar vita ad una scomposizione del patrimonio societario alla quale corrisponde una determinata articolazione della struttura organizzativa, con effetti peraltro diretti sui soci quali assegnatari delle azioni o quote delle società beneficiarie della scissione.

Ciò premesso, a seguito di un’operazione di scissione, la corretta individuazione del regime di responsabilità per l’adempimento dei debiti fiscali della società scissa anteriori all’operazione straordinaria rappresenta uno dei profili maggiormente discussi.

L’apparente differenza di disciplina delineata dal TUIR, rispetto alle regole previste dal Codice civile, ha indubbiamente alimentato numerose incertezze.[1]

Tuttavia, nel caso di scissione parziale, secondo il giudice di legittimità, si estende solidalmente ed illimitatamente a tutte le società partecipanti all'operazione la responsabilità per i debiti fiscali riguardanti gli anni di imposta ad essa antecedenti.

 

Il parere della Cassazione

Tale conclusione, secondo la sentenza n. 15477/2022 della Corte di Cassazione, è giustificata dalla divergenza della disciplina tributaria rispe