Esenzione fringe benefit dipendenti aumentata a 600 euro

di Devis Nucibella

Pubblicato il 5 ottobre 2022

Il Decreto Aiuti-bis ha incrementato, per il 2022, a 600 euro, la soglia ordinariamente prevista in misura pari a 258,23 euro per la non imponibilità delle erogazioni liberali in natura ai dipendenti, i c.d. fringe benefits.
Ha inoltre ampliato tali erogazioni con somme erogate o rimborsate ai dipendenti dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell'energia elettrica e del gas naturale.

fringe benefit 600 euro lavoratori subordinatiI fringe benefit, o quelli che potremmo definire i vantaggi accessori, di cui godono i lavoratori subordinati ad integrazione della loro remunerazione, vengono erogati con finalità di incentivazione e fidelizzazione, e consistono ad esempio a:

  • buoni acquisto;
  • buoni carburante;
  • generi in natura prodotti dall'azienda;
  • auto ad uso promiscuo;
  • alloggio dato in locazione, in uso o in comodato;
  • uso di beni di proprietà dell'azienda ecc..

Detti benefici, integrativi della retribuzione, possono essere riconosciuti ad un singolo dipendente o a gruppi di dipendenti, piuttosto che a tutti i dipendenti dell’azienda. 

 

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Fringe benefit aziendali tassabili e non

I fringe benefit si distinguono in tassabile oppure no in capo al dipendente.

Il problema deriva essenzialmente dalla presenza, nell'attuale formulazione del comma 1 dell’art.51 del Tuir, di una disposizione in base alla quale:

“il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro”. 

È il cosiddetto “principio di onnicomprensività” o di “generalità dell’imposizione”.

Tutto ciò che il lavoratore percepisce nel periodo d’imposta, è imponibile ai fini fiscali e contributivi. In linea di principio generale rientrano nel reddito di lavoro dipendente anche i compensi in natura, che il lavoratore riceva dal proprio datore di lavoro o anche da terzi, purché in relazione alla propria posizione lavorativa. 

Vi sono delle deroghe, tuttavia, a tale principio generale di imponibilità (elencati al comma 2, art. 51 Tuir).

L’elencazione degli elementi esclusi dall’imponibile fiscale è da ritenersi tassativa e, in deroga al principio della generalità impositiva, sono esclusi in tutto o in parte dal reddito imponibile.

Per effetto dell’armonizzazione ed in base alla nuova formulazione dell’art. 12 L. 153/69, tali elementi sono esclusi dal reddito imponibile anche ai fini contributivi.

 

Fringe benefit esclusi da tassazione

Sono esclusi da tassazione:

  • contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge (es. premi Inail versati dal datore di lavoro, quota a carico lavoratore e datore di lavoro destinata alla contribuzione Inps, Enpals e INPGI);
     
  • contributi per assistenza sanitaria (es. FASI, FASDAC) per un importo non superiore a 3.615,20 euro;
     
  • somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi;
     
  • prestazioni sostitutive delle somministrazioni di vitto fino all’importo complessivo giornaliero di € 4, aumentato a € 8 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica;