Blockchain e tranfer princing: utilizzo della tecnologia in sistema di determinazione di prezzi di trasferimento

di Antonio Lanotte

Pubblicato il 21 giugno 2022

Vediamo come l'utilizzo della tecnologia blockchain potrebbe incidere sulla determinazione del transfer pricing: l'utilizzo di tale tecnologia potrebbe costituire un supporto "economico" per migliorare l'efficienza del controllo dei prezzi di trasferimento.

blockchai transfer pricingL'identificazione di nuovi strumenti per migliorare l'efficienza del controllo dei prezzi di trasferimento (Transfer Pricing) è una priorità nell'agenda del diritto fiscale internazionale.

La ricerca di metodi di controllo efficaci e soluzioni fattibili per minimizzare i costi associati assume una rilevanza fondamentale per la sostenibilità delle politiche di libera concorrenza, arm’s length policies.

Sulla base di questa premessa, è necessario esplorare le nuove opportunità della tecnologia blockchain [1] e degli smart contract [2] nell'area del Transfer Pricing, nonché il loro potenziale impatto sui dibattiti politici internazionali ed europei.

Tecnologia
Descrizione
Applicazione

Blockchain

(letteralmente “catene di blocchi”) rappresenta una modalità particolarmente trasparente e decentralizzata per la registrazione di elenchi di transazioni.

La tecnologia blockchain ha il potenziale per rivoluzionare anche i sistemi di registrazione delle transazioni e la loro tassazione, oltre che per automatizzare molti dei processi che caratterizzano oggi i sistemi fiscali.

Peer to Peer

In inglese, peer to peer, spesso abbreviato come p2p, significa “tra pari” e descrive un tipo di rete di comunicazione in cui ciascun nodo comunica direttamente con gli altri, senza la mediazione di un server.

  • Le reti p2p sono più facili e veloci da creare e gestire;
     
  • Sono ottime per condividere file e risorse;
     
  • Sono più economiche;
     
  • La trasmissione dei file è molto più veloce;
     
  • Sono molto scalabili;
     
  • Offrono un’ottima capacità di rigenerazione (quando si disconnettono molti nodi contemporaneamente).

Smart Contract

Uno smart contract è la “traduzione” o “trasposizione” in un codice (insieme di istruzioni) memorizzato in una blockchain degli elementi di un contratto, in modo che sia verificato in automatico l’avveramento di determinate condizioni (controllo di dati di base del contratto) a cui segua, sempre in automatico, la realizzazione di predeterminati effetti.

Le principali differenze tra gli smart contract e i contratti disciplinati dal codice civile sono:

  • nei normali contratti la fiducia viene garantita da una figura terza, che può essere quella di un notaio o di un avvocato.
    Nello smart contract, il ricorso ad una figura terza viene meno. Risulta tuttavia chiaro che alcune garanzie debbano essere comunque sempre rispettate: il codice non deve essere modificabile, le basi e fonti dati devono essere certificate ed affidabili e le modalità di lettura e controllo delle fonti dati devono essere certificate;
     
  • negli smart contract non c’è spazio alla violazione delle condizioni sottoscritte, dal momento che tra le loro caratteristiche intrinseche ci sono proprio l’esecuzione automatica e l’inalterabilità.

L’accordo negoziale, che rappresenta uno dei requisiti essenziali del contratto stesso (1325 codice civile), rimane in capo alle rispettive parti.

Dovrà esserci, come nei normali contratti, una perfetta coincidenza tra la volontà delle parti, che dovrà essere tradotta in codice.

 

Il meccanismo della blockchain, in termini molto semplificati, ma utili alla nostra analisi, prevede che quando un ente richiede di effettuare una transazione, la richiesta sia propagata sulla rete che ne verifica la legittimità, inserendola in un “blocco di informazioni” in attesa di validazione [3].

I partecipanti alla blockchain aggiorneranno la propria copia di registro solo con il nuovo blocco validato da un soggetto (il c.d. nodo validatore) che ottiene la fiducia di tutti, sotto forma di consenso distrib