Divisioni successorie con conguagli: interpelli sul conguaglio divisorio

di Giuseppe Rebecca

Pubblicato il 14 dicembre 2021

Analisi delle problematiche fiscali inerenti il conguaglio divisorio fra gli eredi in sede di successione.
I conguagli in denaro non presumono vendite ma segnaliamo che il Fisco ha risposto a molti interpelli sul conguaglio divisorio che andiamo ad analizzare

Nelle divisioni successorie con conguagli tra eredi si applicherà l’articolo 34 del TUS, che tassa il conguaglio superiore al 5% della quota come vendita, solo allorchè in effetti la quota attribuita ad un erede sia complessivamente superiore alla quota di legge.

Ove tra gli eredi siano effettuati dei conguagli, anche in denaro, indipendentemente dalla provenienza di questo, per attribuire ad ognuno la sua quota, nessuna vendita sarà presunta.

Lo precisa la Cassazione, da tempo.

In questo articolo esamineremo esclusivamente le risposte ad interpelli, sul tema, da parte dell’Agenzia delle Entrate, la quale, seppur indirettamente, parrebbe condividerne l’orientamento. 

 

Il caso: la divisione ereditaria con conguagli che tali non sono

conguaglio divisorioIn un precedente nostro articolo, ne Il Commercialista Telematico del 19 novembre 2021, Divisione con conguagli che non sono conguagli, si era analizzato un semplice caso, che qui riportiamo:

“eredità composta da due beni, uno che vale 30 e uno che vale 70, per un totale quindi di 100.

Gli eredi sono due, in parti uguali, e pertanto a ciascuno spetta una quota di 50.

Posto che i beni non possono facilmente essere divisi, cosa accadrà se in sede divisionale gli eredi si dovessero concordare per assegnare ad uno il bene di 70, con obbligo di corrispondere al coerede una somma di 20, così da portare le due quote ad uno stesso valore, appunto di 50?

In definitiva, la ricchezza dei due eredi varia appunto di 50 per ciascuno, solo che un erede riduce le sue disponibilità finanziarie dell’importo corrispondente al calcolato conguaglio.

Si dovrà tassare ex art. 34 TUS questo conguaglio di 20, che tra l’altro supererebbe la quota di esenzione del 5%, oppure si tratterebbe di un conguaglio non conguaglio?”

Si