Decontribuzione Sud: dall’INPS chiarimenti, ma anche ulteriori dubbi

di Antonella Madia

Pubblicato il 28 gennaio 2021

L’INPS ha fornito ulteriori istruzioni e chiarimenti relativamente alla gestione dello sgravio denominato “Decontribuzione Sud”; i chiarimenti rischiano tuttavia di alimentare ulteriori dubbi relativi allo sgravio per i contributi dovuti per la tredicesima mensilità erogata dai datori di lavoro nel mese di dicembre 2020.

Sgravio contributivo del 30% per il Sud

decontribuzione sudIl Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020, convertito nella Legge n. 126 del 13 ottobre 2020, ha introdotto una misura di alleggerimento contributivo per i datori di lavoro privati con l’art. 27, comma 1.

Tale misura comporta l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per un importo pari al 30% di quanto dovuto, ad esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per le aziende con sedi di lavoro site in regioni “che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75 per cento della media EU27 o comunque compreso tra il 75 per cento e il 90 per cento, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale”, ossia quelle aree del Paese che sono caratterizzate da gravi situazioni di disagio socio-economico per le quali è necessario tutelare quanto più possibile i livelli occupazionali già molto provati.

Tale agevolazione ha avuto effetto dal 1° ottobre al 31 dicembre 2020 per i rapporti di lavoro subordinato (escluso il lavoro domestico e quello agricolo) siti nelle regioni cd. “svantaggiate”, così come precisato dalla Circolare INPS n. 122 del 22 ottobre 2020, che in prima battuta è andata ad approfondire la questione dell’esonero, fornendo chiarimenti e specifiche istruzioni, alle quali si sono aggiunte le precisazioni contenu