Credito d’imposta locazioni: l’estensione temporale e le regioni collocate nella zona rossa

di Nicola Forte

Pubblicato il 28 dicembre 2020

La ripartizione in zone del territorio italiano e i cambi di colorazione connessi all’aggravamento dei rischi sanitari hanno posto il problema relativo alla distribuzione degli incentivi e all’eventuale venir meno dei benefici. Quali le influenze sulla cancellazione della seconda rata IMU e sul credito di imposta locazioni?

 

Ripartizione del Paese in tre zone e distribuzione degli incentivi

credito imposta locazioni zona rossaIl meccanismo automatico della suddivisione del Paese in tre zone, a seconda del rischio epidemiologico, “messo in campo” dal Governo con il DPCM del 3 novembre scorso, ha determinato non pochi problemi interpretativi per la “distribuzione degli incentivi”.

In molti casi i benefici, quindi la sospensione degli adempimenti tributari, o anche la cancellazione degli stessi, come previsto per il versamento della rata dell’IMU, sono legati al luogo in cui il contribuente ha stabilito il domicilio fiscale, ovvero al Comune di ubicazione dell’immobile.

La maggior parte delle regioni, rispetto alla situazione iniziale del 3 novembre scorso, ha cambiato colorazione a seguito dell’aggravarsi o della diminuzione del rischio epidemiologico nei mesi di novembre e di dicembre.

Si è dunque posto il problema se la fuori uscita di una regione dalla zona rossa, per entrare nella zona arancione o gialla, potesse determinare il venire meno dei benefici fiscali.

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