Il riparto, il pagamento del contributo e la rendicontazione del cinque per mille

Quali sono gli obblighi degli enti che ricevono il contributo del cinque per mille? In questo articolo spieghiamo come funziona il riparto e il fondamentale obbligo di rendiconto per l’ente che si vede assegnati i fondi

la riforma del terzo settore e gli enti non commercialiProseguiamo l’approfondimento delle tematiche legate al 5 per mille iniziato nel precedente articolo: Cinque per mille IRPEF: attività ed enti a cui può essere destinato, le Amministrazioni erogatrici

 

Cinque per mille: gli elenchi

L’accreditamento ottenuto con l’iscrizione negli elenchi degli enti potenzialmente beneficiari del cinque per mille tenuti dai Ministeri citati e dal CONI permette a questi ultimi di formare degli elenchi permanenti pubblicati sui loro siti web entro il 31 Marzo di ogni anno (a partire quindi dal 2022). Questi elenchi sono rivisti ogni anno sulla base delle nuove iscrizioni, degli errori corretti, delle revoche e delle cancellazioni intervenute.

Il rappresentante legale dell’ente beneficiario ha l’obbligo di comunicare al Ministero competente o al CONI le variazioni dei requisiti per l’accesso al cinque per mille nei successivi trenta giorni dal verificarsi dell’evento che causa la variazione mediante presentazione, preferibilmente ma non obbligatoriamente telematica, di una dichiarazione sostitutiva di certificazione. Se l’ente perde i requisiti per l’iscrizione nell’elenco dei beneficiari, il rappresentante legale di esso deve sottoscrivere e trasmettere all’Amministrazione competente, entro i successivi trenta giorni, la richiesta di cancellazione dall’elenco citato (art. 8 del DPCM citato).

Vedi anche: I soggetti non profit che accedono al beneficio del 5 per mille 2020

I Ministeri citati ed il CONI effettuano i controlli sugli iscritti agli elenchi per verificare il mantenimento dei requisiti di iscrizione e, se questi vengono a mancare, dispongono l’esclusione dell’ente dal riparo del cinque per mille e la sua cancellazione dall’elenco permanente degli enti beneficiari. Sulla base di questi controlli le Amministrazioni citate formano l’elenco degli enti ammessi e quello degli esclusi dal cinque per mille, li pubblicano sui propri siti web entro il 31 Dicembre di ogni anno (a partire sempre dal 2022) e li trasmettono all’Agenzia delle Entrate ai fini del riparto delle somme.

Entro il settimo mese successivo alla scadenza del termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi in cui i contribuenti possono indicare, in un’apposita scheda, la destinazione del cinque per mille della loro IRPEF, l’Agenzia delle Entrate pubblica sul proprio sito web gli elenchi degli enti ammessi od esclusi dal beneficio con l’indicazione delle scelte attribuite dai contribuenti e dei relativi importi[1]. La stessa Agenzia procede, per ciascun esercizio finanziario, alla pubblicazione, sempre sul proprio sito, dell’elenco degli enti ammessi al contributo per una o più finalità, con l’indicazione, per ciascun ente, delle scelte totali ricevute e degli importi complessivi percepiti. L’importo totale del cinque per mille destinato dai contribuenti viene iscritto in un apposito fondo del bilancio dello Stato (artt. 9 e 10 del DPCM del 23/07/2020).


Il riparto del cinque per mille

Per quanto riguarda il riparto del cinque per mille, l’art. 11 del DPCM citato prevede che vengano accreditate agli enti ammessi negli elenchi di cui al capoverso precedente le somme ad essi destinate dai contribuenti (attraverso l’indicazione del codice fiscale dell’ente beneficiario e la firma apposta nell’apposita scheda allegata alla certificazione unica, al modello 730-1 o al modello unico persone fisiche). Se la somma da attribuire è inferiore a 100 Euro essa però non viene accreditata all’ente ma viene ripartita tra tutti gli enti con la medesima finalità di destinazione in proporzione al numero di scelte dei contribuenti espresse mediante l’indicazione del codice fiscale dell’ente (la sola denominazione dell’ente non basta ad effettuare la scelta e le somme rivenienti dalle indicazioni di questo tipe vengono ripartite alo stesso modo). Tutto ciò vale anche se gli enti sono iscritti in più elenchi. Il cinque per mille viene calcolato sull’IRPEF…

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