Cinque per mille IRPEF: attività ed enti a cui può essere destinato, le Amministrazioni erogatrici

Il D.Lgs 111/2017 ha modificato l’istituto della destinazione del cinque per mille IRPEF da parte dei contribuenti, prevedendo che possa essere destinato al sostegno delle attività svolte dagli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS.
La destinazione del cinque per mille agli ETS avrà effetto solo a decorrere dall’anno successivo a quello di avvio dell’operatività del Registro unico nazionale degli enti del terzo settore, quindi dal 2021.

Il cinque per mille per gli ETS (Enti del Terzo Settore)

cinque per mille ets

Il Decreto Legislativo n° 111 del 2017, anch’esso emanato sulla base della riforma del terzo settore e dell’impresa sociale contenuta nella Legge – delega n° 106 del 2016, ha modificato l’istituto della destinazione del cinque per mille dell’IRPEF da parte dei contribuenti[1], prevedendo, ai commi primo e secondo del suo art. 3, che esso possa essere destinato, in primo luogo, al sostegno delle attività svolte dagli enti del terzo settore (ETS) iscritti nel Registro unico nazionale del terzo settore (disciplinato dal D.Lgs. 117/2017, il “Codice del terzo settore”).

La destinazione del cinque per mille agli ETS avrà effetto solo a decorrere dall’anno successivo a quello di avvio dell’operatività del Registro unico nazionale degli enti del terzo settore, vale a dire dal 2021 (primo e secondo comma dell’art. 3 del D.Lgs. 111/2017).

Fino al 2020 il cinque per mille sarà destinato al finanziamento ”del volontariato e delle altre Organizzazioni non Lucrative di Utilità Sociale (ONLUS) di cui all’art. 10 del Dlgs 460/1997 nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali “ e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano negli stessi settori di attività delle ONLUS previsti dalla lettera a) del comma 1° dell’art. 10 del Dlgs 460/1997, come prevede il comma 337 dell’art. 1° della Legge 266/2005.

Ovviamente, nel 2020 verrà ripartito fra i beneficiari il cinque per mille relativo all’IRPEF incassata sulla base delle dichiarazioni presentate in quell’anno e relative al precedente anno di imposta 2019 e così via negli anni successivi.

Per approfondire puoi vedere: “I soggetti non profit che accedono al beneficio del 5 per mille 2020”

ed anche: Le agevolazioni fiscali traineranno le iscrizioni degli E.T.S. al RUNTS


Cinque per mille alle imprese sociali

Pertanto, anche le imprese sociali diverse dalle cooperative sociali, a partire dal 2021, rientreranno tra gli enti beneficiari del cinque per mille dell’IRPEF e potranno percepire questo contributo se saranno scelte dalle persone fisiche nella loro dichiarazione dei redditi.

Fino ad allora e come accaduto sinora, le imprese sociali potranno usufruire del cinque per mille solo se acquisiranno la qualifica di ONLUS – Organizzazione non lucrativa di utilità sociale.

Per le cooperative sociali, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che già sono enti beneficiari del cinque per mille, le prime in quanto ONLUS ex lege (cioè di diritto) e le seconde e le terze in quanto enti ammessi ad esso dai commi 337 – 340 della Legge 266/2005, non cambierà nulla ed esse continueranno ad usufruirne anche quando, dal 2021, la qualifica di ONLUS sarà sostituita da quella di ETS che tutte le tipologie di organizzazioni citate saranno obbligate ad assumere, come previsto dal 1° comma dell’art. 4 del Dlgs 117/2017.

L’aspetto della nuova disciplina relativo alle attività finanziabili col cinque per mille è contenuto nel 1° comma dell’art. 3 del Dlgs 111/2017, che lo destina a:

  1. sostegno delle attività svolte dagli ETS (come abbiamo visto), ed anche
     
  2. finanziamento della ricerca scientifica e dell’università;
     
  3. sostegno della ricerca sanitaria;
     
  4. finanziamento delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente;
     
  5. sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche (ASD), riconosciute ai fini sportivi dal CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano secondo le modalità previste dalla Legge, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale (sono escluse, pertanto, le società sportive dilettantistiche – SSD).

A questi beneficiari si aggiungono, perché previsti da altre leggi:

  1. le attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici ed
     
  2. il sostegno agli enti gestori delle aree…
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