Cinque per mille IRPEF: attività ed enti a cui può essere destinato, le Amministrazioni erogatrici

di Gianfranco Visconti

Pubblicato il 7 novembre 2020



Il D.Lgs 111/2017 ha modificato l’istituto della destinazione del cinque per mille IRPEF da parte dei contribuenti, prevedendo che possa essere destinato al sostegno delle attività svolte dagli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS.
La destinazione del cinque per mille agli ETS avrà effetto solo a decorrere dall’anno successivo a quello di avvio dell’operatività del Registro unico nazionale degli enti del terzo settore, quindi dal 2021.

Il cinque per mille per gli ETS (Enti del Terzo Settore)

cinque per mille ets

Il Decreto Legislativo n° 111 del 2017, anch’esso emanato sulla base della riforma del terzo settore e dell’impresa sociale contenuta nella Legge - delega n° 106 del 2016, ha modificato l’istituto della destinazione del cinque per mille dell’IRPEF da parte dei contribuenti[1], prevedendo, ai commi primo e secondo del suo art. 3, che esso possa essere destinato, in primo luogo, al sostegno delle attività svolte dagli enti del terzo settore (ETS) iscritti nel Registro unico nazionale del terzo settore (disciplinato dal D.Lgs. 117/2017, il “Codice del terzo settore”).

La destinazione del cinque per mille agli ETS avrà effetto solo a decorrere dall’anno successivo a quello di avvio dell’operatività del Registro unico nazionale degli enti del terzo settore, vale a dire dal 2021 (primo e secondo comma dell’art. 3 del D.Lgs. 111/2017).

Fino al 2020 il cinque per mille sarà destinato al finanziamento ”del volontariato e delle altre Organizzazioni non Lucrative di Utilità Sociale (ONLUS) di cui all’art. 10 del Dlgs 460/1997 nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali “ e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano negli stessi settori di attività delle ONLUS previsti dalla lettera a) del comma 1° dell’art. 10 del Dlgs 460/1997, come prevede il comma 337 dell’art. 1° della Legge 266/2005.

Ovviamente, nel 2020 verrà ripartito fra i beneficiari il cinque per mille relativo all’IRPEF incassata sulla base delle dichiarazioni presentate in quell’anno e relative al precedente anno di imposta 2019 e così via negli anni successivi.

Per approfondire puoi vedere: "I soggetti non profit che accedono al beneficio del 5 per mille 2020"

ed anche