Diritto del socio di società estinta al rimborso del credito IVA: vale per intero o solo pro quota?

Il socio della società estinta ha diritto all’intero credito di imposta dell’ente poiché la cancellazione dal registro è un fenomeno successorio?
Essendosi verificato, nel caso di società estinta, un fenomeno di comunione sui beni appartenenti alla società cancellata, ciascun socio è legittimato ad esercitare i poteri gestori, quindi a far valere il diritto al rimborso del credito Iva per la totalità e non solo pro quota?
Per i crediti della società estinta il diritto al rimborso è riconosciuto, pro quota, ai soci?
A tali interrogativi ha dato una precisa risposta una recentissima sentenza del giudice di legittimità, che si pone in contrasto con la prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Socio di società estinta: il diritto al rimborso del credito IVA

socio società estinta credito ivaIl socio succede alla società estinta per ottenere il credito IVA.

Il socio della società estinta ha diritto a ottenere la restituzione dell’intero credito di imposta dell’ente.

La cancellazione dal registro imprese, infatti, comporta un fenomeno successorio e le attività si trasferiscono in regime di proprietà indivisa tra tutti i soci.

La cancellazione dal registro delle imprese non legittima l’azione del liquidatore.

Tale assunto è stato statuito dalla Cassazione, con la sentenza 19641 depositata il 21 settembre 2020.[1]

Puoi approfondire puoi leggere “Società estinta: difetto di capacità processuale, di legittimazione del socio e nullità dell’intero giudizio”

 

La vicenda oggetto di studio della Cassazione

Il fisco ha negato la restituzione del credito ovvero il rimborso perché l’istanza era stata presentata dal liquidatore dopo l’estinzione dell’ente.

L’ex liquidatore e socio hanno proposto ricorso dinanzi il giudice tributario che ha in toto accolto le doglianze dei ricorrenti.

La decisione è stata parzialmente riformata in appello.

Il giudice del gravame, infatti, ha appurato che,a seguito della cancellazione, il socio era legittimato ad ottenere una quota di rimborso in misura proporzionale alla sua partecipazione al capitale sociale.

L’ex liquidatore e socio hanno proposto ricorso in Cassazione lamentando, in sostanza, un’errata applicazione della disciplina normativa

 

Pronuncia

Gli Ermellini, con la pronuncia citata, hanno ritenuto fondata la doglianza.

Essi hanno sottolineato che l’impugnazione era stata proposta dallo stesso soggetto nella duplice veste di ex liquidatore e di socio.

Il liquidatore della società già cancellata dal registro imprese, tuttavia, non ha alcuna legittimazione nei confronti dell’ente, con la conseguente inammissibilità del ricorso proposto.

Diversamente, invece, il socio agisce «nell’interesse della cosa comune».

Gli Ermellini hanno richiamato il principio affermato dalle sezioni Unite (6070/2013) secondo il quale qualora all’estinzione della società di persone odi capitali sussistano rapporti non definiti, si determina un fenomeno di tipo successorio.

Ne consegue così che l’obbligazione si trasferisce ai soci così come i diritti e i beni non compresi nel bilancio di liquidazione che si trasferiscono in regime di contitolarità o comunione indivisa.

Pertanto, infatti, è esclusa l’ipotesi di litisconsorzio per l’azione individuale di uno dei “comunisti”.

Il giudice del gravame ha errato accogliendo il ricorso limitatamente alla quota di partecipazione al capitale sociale, poiché anche solo il socio poteva agire per ottenere l’integrale rimborso

 

Conclusioni sulla spettanza o meno del credito IVA al socio di società estinta

Il socio della società estinta può legittimamente agire per ottenere l’intero credito dell’ente.

L’ex socio di società estinta ha diritto a chiedere il rimborso Iva spettante all’impresa per l’intera somma dovuta e non solamente per l’importo proporzionale alla sua quota di partecipazione sociale.

I soci a seguito dell’estinzione della società si trovano infatti in una situazione di comunione indivisa per i beni e diritti che erano in capo all’ente.

 

Diverso orientamento del Fisco

Giova precisare, peraltro, che secondo una diversa scelta ermeneutica dell’Agenzia delle Entrate, l’articolo 28 del dlgs 175/2014 ha previsto che ai soli fini della validità e dell’efficacia degli atti di liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione dei tributi e contributi, sanzioni e interessi, l’estinzione della società, in deroga alle regole civilistiche (articolo 2495 del Codice civile), ha effetto trascorsi cinque anni dalla richiesta di cancellazione del Registro delle imprese.

Secondo l’agenzia delle Entrate (Telefisco 2015) non solo tale norma riguarderebbe i debiti tributari, ma in ogni caso per i crediti il diritto al rimborso…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it