Decreto Agosto: rivalutazione a pagamento o gratuita e saldo attivo da rivalutazione

Con il presente contributo approfondiremo la possibilità di affrancare il saldo attivo di rivalutazione, a pagamento o gratuita: può essere una scelta fiscalmente conveniente?

rivalutazione dei beni d’impresa decreto agostoL’art. 110 del decreto – legge n. 104/2020, più comunemente noto come Manovra d’estate o decreto Agosto, ha riproposto, ma questa volta in chiave di misura “anti crisi”, la riapertura dei termini della rivalutazione dei beni di impresa.

Per approfondire…
“La rivalutazione dei beni d’impresa prevista dal D.L. Agosto” di Devis Nucibella)

La chance della rivalutazione dei beni di impresa: modalità e beni interessati di Federico Gavioli)

La disposizione, per alcuni versi, è simile alla rivalutazione del 2008 contenuta in un altro decreto la cui finalità era, anche all’epoca, fare fronte alla grave crisi economia che colpì il Paese.

Pertanto, come in quella occasione, la disposizione contenuta nel decreto estivo, consente di effettuare la rivalutazione dei beni ai soli fini civilistici, esponendo i maggiori valori dei beni nel bilancio relativo all’esercizio 2020, senza pagare l’imposta sostitutiva, ma senza ottenere il riconoscimento dei maggiori valori ai fini fiscali.

In tal caso, la società risulterà comunque patrimonializzata e potrà accedere più facilmente al credito bancario.

In alternativa, si potrà procedere effettuando la rivalutazione c.d. a pagamento, in modo da ottenere il riconoscimento dei maggiori valori anche ai fini fiscali.

Tuttavia, in tal caso il costo sarà inferiore rispetto agli analoghi provvedimenti che hanno riaperto i termini di rivalutazione negli ultimi anni.

L’imposta sostitutiva da pagare, sia per i beni ammortizzabili che per quelli non ammortizzabili, ammonta solo al 3 per cento.

Il presente contributo non prenderà però in esame l’intera disciplina della rivalutazione, ma ha come oggetto un approfondimento sulla possibilità di affrancare il saldo attivo di rivalutazione.

 

Il saldo attivo di rivalutazione

Il maggior valore, conseguente alla rivalutazione dei beni, deve essere imputato al capitale o in un’apposita voce di bilancio, tra il patrimonio netto, quindi nel passivo dello stato patrimoniale, denominato saldo attivo da rivalutazione monetaria.

Si tratta di una riserva in sospensione di imposta che non risulta soggetta ad imposizione fin quando non viene distribuita.

E’ possibile, però affrancare il saldo attivo di rivalutazione, al fine di evitare la tassazione nell’ipotesi di distribuzione, con il pagamento di un’imposta sostitutiva del 10 per cento.

Per i soci, la riserva di rivalutazione ha natura di utile, imponibile a norma degli artt. 47, 59 e 89 del TUIR.

Tale utile si considera formato nell’esercizio in cui la società distribuisce la riserva (risposta interpello Agenzia delle Entrate 8.8.2019 n. 332). Il regime di sospensione si traduce, di fatto, in un differimento dell’imposizione sui plusvalori emersi in bilancio, parte della quale viene «anticipata» all’atto della rivalutazione medesima (imposta sostitutiva del 3 per cento) e parte della quale viene corrisposta «a saldo» nel momento in cui viene distribuita la riserva (Ires ordinaria 21).

Si consideri al fine di comprendere meglio il differimento della tassazione all’atto della distribuzione, il seguente esempio:

Parametro

Importo

 

 

Importo rivalutazione

100

Imposta sostitutiva

100 X 3% = 3

Saldo attivo da rivalutazione

100 – 3

Distribuzione del saldo attivo soggetto ad IRES

[(97 + 3) x 24%] – 3 = 21

Successivamente alla distribuzione del saldo attivo la società avrà versato tra imposta sostitutiva e l’IRES sulla differenza, un tributo complessivo del 24 per cento.

Pertanto, come detto, la tassazione sarà semplicemente rinviata all’atto della distribuzione della riserva. Invece, i soci, pagheranno le imposte ordinarie sulla distribuzione degli utili.

La tassazione in capo alla società può essere evitata, come detto, affrancando il saldo da rivalutazione versando l’imposta sostitutiva nella misura del 10 per cento.

Invece, se il…

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