Indici di sfruttamento sul lavoro e confisca dei beni per il datore colpevole

di Antonella Madia

Pubblicato il 2 ottobre 2020

Con recenti approfondimenti la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro tratta i temi dello sfruttamento del lavoro e della confisca dei beni del datore di lavoro colpevole, e passa in rassegna una serie di opinioni della più recente giurisprudenza con riferimento a entrambi i temi.

Indici di sfruttamento sul lavoro: premessa

indici sfruttamento lavoroNumerosi sono i comportamenti illeciti che il datore di lavoro (o comunque chi ha posizioni di gestione e coordinamento) può mettere in atto nei confronti del prestatore di lavoro.

Per scongiurare questo rischio, la normativa italiana in materia di diritto del lavoro e legislazione sociale ha nel corso del tempo cercato di limitare e disciplinare alcuni comportamenti del datore di lavoro.

Pensiamo ad esempio alle disposizioni contenute nello Statuto dei Lavoratori, volte a tutelare i diritti dei prestatori di lavoro durante l’esperimento dell’attività lavorativa.

A discolpa della parte datoriale bisogna precisare che però non sempre è facile individuare il confine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è; sappiamo però per certo che alcuni comportamenti sono sicuramente errati, oltre che illeciti, e oltre al buonsenso, lo specifica la legge.

Ad esempio, è certamente illecito mettere in atto comportamenti che generano lo sfruttamento del lavoratore.

Alla luce di recenti sentenze di Corte di Cassazione, oltre che dell’integrazione dell’art. 603-bis del Codice penale, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con due recenti approfondimenti (del 18/09/2020 e del 23/09/2020) va ad analizzare alcuni indici che possono rivelare se effettivamente