Enti del terzo settore: superbonus del 110 per cento

Il Superbonus 110% potrà essere fatto valere anche da Onlus, Organizzazioni di volontariato, Associazioni di promozione sociale e società sportive dilettantistiche. In quest’ultimo caso limitatamente ai lavori effettuati sugli spogliatoi.
Tuttavia, le condizioni per applicare la detrazione sembrano essere parzialmente diverse rispetto agli altri soggetti. I dubbi potranno essere dissipati solo dopo i necessari chiarimenti dell’Agenzia delle entrate.

Il Superbonus per gli Enti del Terzo Settore

La tipologia di immobili oggetto dei lavori

enti terzo settore superbonusL’Agenzia delle entrate ha chiarito, con la circolare n. 24/E dell’8 agosto scorso, che è possibile fruire del Superbonus per i soli immobili aventi natura residenziale.

Le indicazioni sono contenute nel paragrafo 2 della circolare citata.

L’unica eccezione riguarderebbe i lavori condominiali.

Infatti, in tale ipotesi, il condominio è indicato espressamente, dall’art. 119, comma 1, lett a tra i soggetti che possono eseguire i lavori agevolati.

(Per approfondire leggi “Ecobonus del 110%: la detrazione delle spese sostenute dal condominio”)

Il proprietario che possiede un immobile non residenziale, posto all’interno del condominio, beneficia della detrazione limitatamente alla quota a suo carico determinata sulla base della tabella millesimale.

E’ evidente, però, che circoscrivere il beneficio della detrazione del 110 per cento agli immobili residenziali darebbe luogo sistematicamente all’esclusione del beneficio per le Onlus, le ODV, APS e le società sportive.

Per i sodalizi sportivi l’esclusione sarebbe palese in quanto gli spogliatoi non possono in ogni caso ottenere una qualificazione di immobili residenziali.

La medesima soluzione riguarderebbe le Onlus che gestiscono, ad esempio, le residenze sanitarie assistite.

In tale ipotesi gli immobili utilizzati non hanno natura residenziale.

L’Agenzia delle entrate dovrà così rivedere la propria rigida interpretazione.

 

L’utilizzo degli immobili degli Enti del Terzo Settore

Si pone però il problema di comprendere se per gli enti del Terzo settore sopra indicati, al fine di fruire della detrazione del 110 per cento, sia precluso l’utilizzo degli immobili oggetto dell’intervento nell’attività commerciale eventualmente esercitata, sia pure marginalmente.

Non sembra, però, che il legislatore abbia previsto uno specifico limite in proposito come le persone fisiche.

Infatti, sulla base di un’interpretazione letterale del comma 9 è agevolmente desumibile come il legislatore non abbia previsto una condizione analoga.

L’unica ed ulteriore limitazione di tipo oggettivo riguarda le società e le associazioni sportive dilettantistiche che possono fruire della detrazione in rassegna unicamente per gli immobili utilizzati come spogliatori.

Pertanto, se una Onlus dovesse utilizzare l’immobile anche per l’esercizio, sia pure marginale di un’attività commerciale, la circostanza non dovrebbe determinare il diniego del beneficio. Il punto, però, dovrà essere chiarito dall’Agenzia delle entrate.

 

Il possesso di redditi

L’Agenzia delle entrate ha subordinato il beneficio della detrazione al possesso di un reddito imponibile.

L’indicazione è stata fornita con la citata circolare n. 24/E.

E’ sufficiente, quindi, anche il possesso di un reddito figurativo ed indipendentemente dall’importo.

Pertanto la rendita catastale, cioè il possesso di un reddito fondiario, sarà sufficiente per fruire del Superbonus.

In tal caso, considerata l’incapienza, sarà possibile fruire del vantaggio fiscale optando per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.

Diversamente, qualora l’ETS sia in possesso di un reddito a cui corrisponde un IRES lorda in grado di assorbire la detrazione annuale, pari ad un quinto dell’importo complessivo, sarà possibile effettuare una scelta diversa considerando l’importo della detrazione in diretta riduzione dell’IRES lorda.

Nel caso in cui l’ETS si avvalga dello sconto in fattura o della cessione del credito sarà necessario richiedere il visto di conformità.

In tal caso lo stesso soggetto che rilascia il visto sarà obbligato ad effettuare la comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle entrate.

 

Sullo stesso argomento puoi leggere anche:

“Superbonus 110 per cento per gli enti non commerciali”

 

A cura Nicola Forte

Venerdì 16 ottobre 2020

 

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