Emersione rapporti di lavoro irregolare: stabilito l’importo del contributo forfettario e le istruzioni INPS

Il Decreto Rilancio ha introdotto una norma che consente per un arco temporale limitato, di far emergere i rapporti di lavoro irregolari. Per farlo i datori di lavoro devono effettuare alcuni specifici versamenti per ciascun lavoratore regolarizzato; l’ultimo di questi contributi, da pagare con F24, cambia a seconda del tipo di attività regolarizzata. Gli importi sono stati stabiliti con un Decreto Ministeriale.

Regolarizzazione del lavoro irregolare

emersione rapporti lavoro irregolareAll’Interno della Gazzetta Ufficiale n. 223 dell’8 settembre 2020 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale del MLPS, datato 7 luglio 2020, che prevede la determinazione del contributo forfettario a carico dei soggetti che regolarizzano situazioni di lavoro irregolare.

La questione riguarda quanto previsto dal Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio), che con l’art. 103 comma 1 ha aperto alla possibilità che i datori di lavoro (italiani, cittadini di uno stato dell’UE, ovvero stranieri in possesso del titolo di soggiorno) presentino istanza per la regolarizzazione dei cittadini – italiani o stranieri – con i quali è in corso un rapporto di lavoro irregolare.

(Per approfondire…“Emersione dei rapporti di lavoro irregolari”)

La domanda è accessibile per alcune specifiche tipologie di attività quali:

  1. agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
     
  2. assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza;
     
  3. lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

Avvalendosi di questa soluzione il datore di lavoro vede sospesi – fino alla data di conclusione del procedimento volto all’emersione – i provvedimenti penali e amministrativi nei suoi confronti per i lavoratori per i quali è stata presentata l’istanza.

Come noto, il termine per effettuare istanza di regolarizzazione è scaduto il 15 agosto 2020 (ex art. 3, comma 1, del Decreto Legge 16 giugno 2020, n. 52), ma non era ancora stabilito il contributo forfettario per la regolarizzazione, che ora è stato definito con il D.M. 7 luglio 2020, pubblicato in GU dell’8 settembre 2020.

Su tale argomento si è espresso di recente anche l’INPS con la Circolare INPS n. 101 dell’11 settembre 2020.

 

Emersione di lavoro irregolare: i contributi dovuti

Prima di annoverare gli importi del contributo forfettario dovuto dal datore di lavoro e stabilito dal D.M. 7 luglio 2020, è bene segnalare che l’accesso all’istanza comporta anche un ulteriore pagamento di 500 euro per ciascun lavoratore.

La presentazione della domanda infatti comporta che oltre ai dati personali dei soggetti, della definizione del CCNL, dell’orario e luogo di lavoro, e ancora della retribuzione convenuta, sia sottoscritta anche la dichiarazione di aver pagato il contributo di 500,00 euro, di una marca da bollo da 16,00 euro, e del contributo forfettario relativo alle somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale, di cui all’art. 103, comma 7, del Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34.

 

Il contributo forfettario

Il Decreto MLPS del 7 luglio 2020 prevede che il contributo forfettario di cui all’art. 103, comma 7, del D.L. n. 34/2020 per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale è determinato, per ciascun mese o frazione di mese, relativamente ai rapporti di lavoro irregolare oggetto dell’istanza di emersione, nella misura di:

  1. euro 300,00, per i settori dell’agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
     
  2. euro 156,00, per i settori dell’assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza;
     
  3. e euro 156,00, per il settore del lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

Tale contributo dovrà essere versato con F24, e resta esclusa la possibilità di avvalersi della compensazione.

Va però fatta una precisazione: come previsto dall’art. 1, comma 5, del DM in oggetto, in caso di:

  1. inammissibilità, archiviazione o rigetto della dichiarazione di emersione;
  2. di mancata presentazione dell’istanza di emersione;

non si procederà alla restituzione delle somme versate a titolo di contributo forfettario.

 

Gli obblighi contributivi a carico…

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