Accertamento anticipato: accesso presso il detentore delle scritture contabili, termine da rispettare

Il termine dilatorio va rispettato anche se l’accesso è effettuato presso il detentore delle scritture contabili. E’ questo il principio che si desume dalla lettura di una recente sentenza della Corte di Cassazione.

Accesso presso il detentore delle scritture contabili – termine dilatorio da rispettare: il fatto

Accesso alle scritture contabili  termine dilatorio da rispettareLa Commissione tributaria regionale del Molise rigettava l’appello dell’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Isernia, che aveva accolto i ricorsi proposti contro tre avvisi di accertamento IVA e II.DD. 2006 emessi nei confronti di una società Immobiliare e dei suoi soci.

La CTR confermava la decisione di primo grado, ritenendo violato il contraddittorio endoprocedimentale ai sensi dell’art.12, comma 7, della L. n. 212 del 2000.

Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle entrate, poiché la CTR ha confermato la statuizione di invalidità dell’avviso di accertamento a causa della sua emissione prima dello scadere del termine dilatorio previsto dalla disposizione legislativa evocata, in presenza di accertamento “a tavolino”, “in quanto l’accesso è stato effettuato presso il depositario delle scritture contabili in una sola giornata, e avendo altresì escluso, quanto alla ripresa IVA, particolari ragioni di urgenza”.

(Per approfondire…“Accesso alle scritture contabili: termine dilatorio da rispettare” di Enzo Di Giacomo)

 

Il pensiero della Corte

La Corte, ordinanza della Corte di Cassazione n. 5254 del 26 febbraio 2020, in apertura, conferma che:

«In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’Amministrazione finanziaria è gravata di un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale, la cui violazione comporta l’invalidità dell’atto purché il contribuente abbia assolto all’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia proposto un’opposizione meramente pretestuosa, esclusivamente per i tributi “armonizzati”, mentre, per quelli “non armonizzati”, non è rinvenibile, nella legislazione nazionale, un analogo generalizzato vincolo, sicché esso sussiste solo per le ipotesi in cui risulti specificamente sancito» (Cass. Sez. Un. 9 dicembre 2015, n. 24823).

Inoltre:

«In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’art. 12, comma 7, della l. n. 212 del 2000 (cd. Statuto del contribuente), nelle ipotesi di accesso, ispezione o verifica nei locali destinati all’esercizio dell’attività, opera una valutazione “ex ante” in merito alla necessità del rispetto del contraddittorio endoprocedimentale, sanzionando con la nullità l’atto impositivo emesso “ante tempus”, anche nell’ipotesi di tributi “non armonizzati”, senza che, pertanto, ai fini della relativa declaratoria debba essere effettuata la prova di “resistenza”, invece necessaria, per i soli tributi “armonizzati”, ove la normativa interna non preveda l’obbligo del contraddittorio con il contribuente nella fase amministrativa (ad es., nel caso di accertamenti cd. a tavolino), ipotesi nelle quali il giudice tributario è tenuto ad effettuare una concreta valutazione “ex post” sul rispetto del contraddittorio» (Cass. Sez. 5 – , Sentenza n. 701 del 15/01/2019, Rv. 652456 – 01).

Nel caso di specie:

è pacifico e accertato in sentenza il fatto che gli avvisi sono stati emessi a seguito di accesso presso il depositario delle scritture contabili, mandatario del contribuente, che la giurisprudenza di questa Corte ha assimilato all’accesso presso la società (Cass., Sez. 5, Sentenza n. 702 del 2019; Cass, Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 14707 del 2018).

Anche prima di tali pronunce il principio era chiaramente desumibile dall’art. 52, comma 1, d.P.R. n.633 del 1972, il quale non richiede particolari formalità per l’esecuzione di accessi presso il consulente detentore delle scritture contabili, mentre il comma 5 del medesimo articolo sanziona con la non utilizzabilità in favore del contribuente la mancata indicazione del detentore delle scritture contabili e la mancata esibizione delle stesse,…

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