Quando nel pignoramento presso terzi il debitore è l’agente della riscossione

di Antonino Russo

Pubblicato il 4 agosto 2020



La giurisprudenza di merito inizia a far luce sulla competenza territoriale correlabile a pignoramenti presso terzi ove la parte esecutata è un ente pubblico e il terzo pignorato è un istituto di credito, in conseguenza di rapporti pregressi tra questi ultimi, intercorsi ed individuati dal creditore procedente.
Quest’ultimo è investito da un compito non agevole, soprattutto quando sia l’ente sia l’istituto sono composti da una strutturata articolazione periferica, circostanza che rende lastricata di insidie la tutela dell’interesse del creditore, soprattutto in relazione all’individuazione del luogo delle notificazioni e della sede giudiziale competente.

Pignoramento presso terzi

Il caso del debitore Agente delle Entrate - Riscossione

pignoramento presso terzi agente riscossione

Innanzi il Tribunale di Bergamo, appena di recente, si è prospettato un caso di pignoramento presso terzi in cui assumevano le vesti di debitore l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e di terzo pignorato “Poste italiane S.p.A.”.

Quest’ultima rilasciava dichiarazione positiva (indicando che l’ente esattoriale-debitore disponeva di un rapporto di conto corrente presso l'ufficio di Napoli Centro, con ogni probabilità, destinato a servizio di tesoreria) tanto che il creditore chiedeva l’assegnazione delle somme pignorate.

(Per un approfondimento sul pignoramento presso terzi leggi "Pignoramento di crediti erariali verso terzi: come difendersi?" di Antonino e Attilio Romano)

Sciogliendo la riserva, il giudice dell’esecuzione provvedeva sulla competenza territoriale, rilevando (in specie) la valenza dell’art. 26-bis, primo comma, codice procedura civile:

"Quando il debitore è una delle pubbliche amministrazioni indicate dall'articolo 413, quinto comma, per l'espropriazione forzata di crediti è competente, salvo quanto disposto dalle leggi speciali, il giudice del luogo dove il terzo debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede".

Tale norma, nella sua nuova formulazione (introdotta dal d.l. 132/2014, convertito, con modificazioni