Quando nel pignoramento presso terzi il debitore è l'agente della riscossione

La giurisprudenza di merito inizia a far luce sulla competenza territoriale correlabile a pignoramenti presso terzi ove la parte esecutata è un ente pubblico e il terzo pignorato è un istituto di credito, in conseguenza di rapporti pregressi tra questi ultimi, intercorsi ed individuati dal creditore procedente.
Quest’ultimo è investito da un compito non agevole, soprattutto quando sia l’ente sia l’istituto sono composti da una strutturata articolazione periferica, circostanza che rende lastricata di insidie la tutela dell’interesse del creditore, soprattutto in relazione all’individuazione del luogo delle notificazioni e della sede giudiziale competente.

Pignoramento presso terzi

Il caso del debitore Agente delle Entrate – Riscossione

pignoramento presso terzi agente riscossione

Innanzi il Tribunale di Bergamo, appena di recente, si è prospettato un caso di pignoramento presso terzi in cui assumevano le vesti di debitore l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e di terzo pignorato “Poste italiane S.p.A.”.

Quest’ultima rilasciava dichiarazione positiva (indicando che l’ente esattoriale-debitore disponeva di un rapporto di conto corrente presso l’ufficio di Napoli Centro, con ogni probabilità, destinato a servizio di tesoreria) tanto che il creditore chiedeva l’assegnazione delle somme pignorate.

(Per un approfondimento sul pignoramento presso terzi leggi “Pignoramento di crediti erariali verso terzi: come difendersi?” di Antonino e Attilio Romano)

Sciogliendo la riserva, il giudice dell’esecuzione provvedeva sulla competenza territoriale, rilevando (in specie) la valenza dell’art. 26-bis, primo comma, codice procedura civile:

Quando il debitore è una delle pubbliche amministrazioni indicate dall’articolo 413, quinto comma, per l’espropriazione forzata di crediti è competente, salvo quanto disposto dalle leggi speciali, il giudice del luogo dove il terzo debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede“.

Tale norma, nella sua nuova formulazione (introdotta dal d.l. 132/2014, convertito, con modificazioni, nella L. 162/2014) corrisponde ad una disposizione ad hoc, per la competenza sull’esecuzione forzata di crediti presso terzi ed ha natura di lex specialis nell’ipotesi in cui il debitore esecutato sia una delle pubbliche amministrazioni latamente identificate dall’articolo 413 codice procedura civile.

 

Pignoramento crediti presso terzi: valutazioni sulla competenza territoriale

Alla luce di queste premesse, la problematica esige una valutazione e quindi se l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, quale ente pubblico economico strumentale dell’Agenzia delle Entrate (ai sensi dell’art. 1, comma 3, del d.l. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni, dalla 1. n. 225/2016), possa essere considerata rientrante nella richiesta natura giuridica di Pubblica Amministrazione.

Intorno a tale aspetto, il Giudice dell’esecuzione del Tribunale di Bergamo ha osservato come, da un lato, il combinato disposto degli articoli 26-bis e 413 codice procedura civile offra un’interpretazione del concetto di P.A. ampio e onnicomprensivo, mentre (dall’altro) il tema delle esecuzioni forzate postuli una competenza territoriale inderogabile che rende inammissibili interpretazioni tendenti ad offrire al creditore la scelta del forum executionis.

A ciò, secondo il provvedimento giudiziale poi emesso, doveva aggiungersi la considerazione che una delle ragioni sottostanti l’intervento del legislatore del 2014, tracciabile nella relazione alla legge di conversione del d.l. 132/2014, si incentrava:

  • sull’obiettivo di delocalizzare a livello territoriale i pignoramenti presso terzi presso i tesorieri locali al fine di non “ingolfare” i tribunali di alcune grandi città, tipicamente sedi di pubbliche amministrazioni;
     
  • sulla coerenza con una linea esegetica intrapresa dal filone giurisprudenziale formatosi sotto il precedente articolo 26 c.p.c. (Cass. n. 8112/2006; n. 15579/2000; n. 12256/99; n. 5822/98; n. 9303/99; n.11251/99; n. 11314/99), che prevedeva la competenza territoriale del giudice del luogo ove vi fosse in concreto il rapporto da dichiarare ed ove veniva espletato il servizio di tesoreria a favore della debitrice esecutata intimata.

 

Il parere della Cassazione

Dopo questo primo iter argomentativo, lo scrutinio della competenza territoriale a provvedere si è rapportato alla recente giurisprudenza di legittimità (Cassazione n. 8172/2018), secondo cui:

<<l’art. 26 bis, comma 1, c.p.c. quando allude alla disciplina di leggi speciali come idonea a stabilite il foro dell’esecuzione forzata per espropriazione di crediti, in danno delle P.A. di cui all’art. 413, comma 5, dello…

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