Contributi a fondo perduto con sorpresa: tassazione sì o no?

Il proliferare di agevolazioni variamente denominate (contributi a fondo perduto, indennità, crediti d’imposta, ecc.) a favore dei soggetti economici colpiti dagli effetti dell’epidemia da Covid-19 ha fatto originare una serie di questioni circa la tassazione o meno degli stessi.
In linea di massima, salvo alcune eccezioni, non dovrebbero essere tassabili i contributi erogati dallo Stato, mentre quelli erogati da altri enti (Regioni, Comuni, Camere di Commercio, ecc.) sono soggetti a tassazione, il che ne riduce, evidentemente, l’effettivo beneficio.

Tassazione dei contributi a fondo perduto: la regola generale

contributi fondo perduto tassazioneGli ultimi mesi sono stati caratterizzati da una serie di provvedimenti (nazionali o locali) finalizzati all’erogazione di particolari agevolazioni a favore dei soggetti colpiti dalle conseguenze della recente epidemia.

(Per approfondire… “Emergenza Covid 19: il trattamento fiscale dei nuovi contributi a fondo perduto”)

Molti di tali contributi sono stati concessi sotto forma di erogazione di somme in denaro, mentre altri ancora, soprattutto quelli di provenienza statale, sono stati riconosciuti sotto forma di crediti d’imposta.

Per le imprese e i liberi professionisti, però, si pone la questione se siano o meno tassabili, il che non è un fatto di poco conto, considerato che, in talune situazioni, la tassazione può comportare, di fatto, anche il dimezzamento dell’agevolazione.

Al riguardo, vale una regola di carattere generale e cioè che l’eventuale irrilevanza ai fini della tassazione deve essere espressamente prevista dalla norma che istituisce la singola agevolazione, non potendo una tale conclusione essere attribuita alla decisione di un soggetto diverso dal Legislatore.

 

Contributi non tassabili

Ad esempio, non sono tassabili le seguenti agevolazioni perché così espressamente previsto dalla singola disposizione di legge:

  • contributo a fondo perduto ex art. 25 del decreto legge n. 34/2020 (decreto Rilancio), in quanto il relativo comma 7 ne prevede appunto l’irrilevanza ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP;
     
  • indennità di 600 euro spettante ai professionisti e lavoratori autonomi in genere ex articoli 27, 28 e 38 del decreto legge n. 18/2020 (decreto Cura Italia), per la quale le norme ne prevedono l’irrilevanza ai fini della determinazione del reddito.

 

Indennità di 600 euro

A proposito di quest’ultima indennità (600 euro), però, si pone una questione che attiene alla possibile tassazione ai fini IRAP nei confronti dei beneficiari professionisti sottoposti a tale tipo imposizione.

Infatti, la norma ne dispone l’irrilevanza ai soli fini della determinazione del reddito, nulla prevedendo circa l’irrilevanza ai fini dell’IRAP; allo stesso modo, anche la circolare INPS n. 49/2020 ripete che trattasi di irrilevanza ai fini della determinazione del reddito.

Al riguardo, quindi, risulterebbe oltremodo opportuna una modifica legislativa o, quanto meno, un autorevole chiarimento teso ad estendere l’irrilevanza anche ai fini dell’IRAP per i beneficiari che vi sono sottoposti.

L’indennità di 600 euro è stata successivamente estesa dall’art. 84 del decreto legge n. 34/2020 (decreto Rilancio).

 

Indennità di 1000 euro

Lo stesso art. 84 ha introdotto anche una nuova indennità (1000 euro) a favore di particolari lavoratori autonomi, senza nulla prevedere circa la rilevanza della stessa ai fini reddituali.

Ciò nonostante, deve ritenersi non tassabile anche la nuova indennità di 1000 euro, nonostante il citato art. 84 nulla preveda al riguardo.

La norma, infatti, è una rielaborazione, con alcune estensioni, delle precedenti norme che avevano introdotto l’indennità di 600 euro, non sussistendo alcuna valida ragione per ritenere applicabile un diverso trattamento tributario ad una indennità che è solo un completamento della precedente.

In tal senso, peraltro, una conferma proviene dalla circolare INPS n. 80/2020 nella quale, pur in mancanza di espressa irrilevanza nella disposizione, è riaffermato il principio secondo cui “Detta indennità non concorre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR.”

Anche per tale nuova indennità, però, si pone l’identica questione, esaminata in precedenza e alla quale si rimanda, circa l’assenza di ogni riferimento all’IRAP.

In definitiva, quindi, può ritenersi che la mancanza di una norma specifica che ne preveda l’irrilevanza ai fini tributaria, come nei casi visti in precedenza, impone la tassazione…

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