Società di capitali: mancato deposito bilancio e rischio di cancellazione dal registro imprese

Società di capitali a rischio di cancellazione dal registro delle imprese se non provvedono al deposito del bilancio per cinque anni.
Società di persone per le quali invece, in caso di assenza di beni immobili, la cancellazione può essere disposta direttamente con decisione del conservatore del registro delle imprese.
Dal recente Decreto semplificazione importanti novità in tema di semplificazione delle procedure di cancellazione dal registro delle imprese e dall’albo degli enti cooperativi.

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Al via la cancellazione dal registro delle imprese per l’omesso deposito dei bilanci di esercizio per cinque anni consecutivi o il mancato compimento di atti di gestione da parte delle società di capitali.

Al contrario, per le società di persone, in caso di assenza di beni immobili, la cancellazione può essere disposta direttamente con decisione del conservatore del registro delle imprese.

Il conservatore verifica, nell’ipotesi della cancellazione delle società di persone, tramite accesso alla banca dati dell’Agenzia delle entrate – Ufficio del territorio competente, che nel patrimonio della società da cancellare non rientrino beni immobili ovvero, ove siano presenti beni immobili, sospende il procedimento e rimette gli atti al Presidente del Tribunale.

E’ questo l’importante principio contenuto nell’articolo 40 del decreto legge 16 luglio 2020 n. 76 (cd. decreto semplificazione) in tema di semplificazione delle procedure di cancellazione dal registro delle imprese e dall’albo degli enti cooperativi.

 

I nuovi casi di cancellazione dal registro delle imprese

L’articolo 2490, comma 6, del codice civile prevede che le società a responsabilità limitata e le società per azioni qualora per oltre tre anni consecutivi non vengano depositati i bilanci annuali di liquidazione, la società è cancellata d’ufficio dal registro delle imprese. È questo l’unico caso, nelle società di capitali in cui è prevista l’iniziativa di cancellazione d’ufficio da parte del registro delle imprese.

Il decreto semplificazione all’articolo 40 amplia tale possibilità prevedendo che per le società di capitali sia causa di scioglimento senza liquidazione anche:

  • l’omesso deposito dei bilanci di esercizio per cinque anni consecutivi oppure;
     
  • il mancato compimento di atti di gestione.

L’inattività e l’omissione, tuttavia, devono verificarsi in concorrenza con almeno una delle seguenti circostanze:

  • il permanere dell’iscrizione nel registro delle imprese del capitale sociale in lire;
     
  • l’omessa presentazione all’ufficio del registro delle imprese dell’apposita dichiarazione per integrare le risultanze del registro delle imprese a quelle del libro soci, limitatamente alle società a responsabilità limitata e alle società consortili a responsabilità limitata.

Il conservatore iscrive d’ufficio la propria determinazione di accertamento della causa di scioglimento senza liquidazione, nel Registro delle imprese (comma 3) e comunica l’avvenuta iscrizione agli amministratori, risultanti dal Registro delle imprese, i quali hanno 60 giorni per presentare formale e motivata domanda di prosecuzione dell’attività e per presentare le domande di iscrizione degli atti non iscritti e depositati, ai sensi di legge (comma 4).

A seguito della presentazione della formale e motivata domanda di prosecuzione dell’attività, il conservatore iscrive d’ufficio la propria determinazione di revoca del provvedimento di accertamento della causa di scioglimento senza liquidazione, nel Registro delle Imprese.

In caso contrario, decorso il termine, il conservatore verificata altresì l’eventuale cancellazione della partita IVA della società e la mancanza di beni iscritti in pubblici registri, provvede con propria determinazione alla cancellazione della società dal Registro medesimo (comma 5).

Ogni determinazione del conservatore del Registro delle Imprese è comunicata agli interessati entro 8 giorni dalla sua adozione (comma 6).

Contro la determinazione del conservatore l’interessato può ricorrere, entro 15 giorni dalla comunicazione, al Giudice del Registro delle Imprese (comma 7).

Le determinazioni del conservatore non opposte, le decisioni del Giudice del registro adottate ai sensi dell’articolo 2189 del Codice civile e le sentenze del Tribunale in caso di ricorso ai sensi del successivo articolo 2192, sono iscritte nel Registro delle…

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