Credito di imposta per aumenti di capitale: sarà mai applicabile?

Tra le molte novità introdotte dal Decreto Rilancio ce n’è una che merita attenzione e riguarda l’introduzione di un credito di imposta per quelle società che, dopo la forte crisi dovuta all’emergenza sanitaria da Covid, riescano a procedere ad un rafforzamento patrimoniale. Facciamo il punto della situazione…

DL Rilancio: agevolazioni per aumenti di capitale – premessa

 

Credito imposta aumenti capitaleIl Decreto Rilancio (D.L.n.34 del19 maggio 2020), decreto monstre, se non altro per numero di articoli e di pagine, è in attesa di conversione in legge. Tra le molte novità previste, una in particolare ci ha attirato, un credito di imposta per gli aumenti di capitale delle società, prevista all’articolo 26.

Rispetto alle bozze precedentemente circolate, è cambiato il numero dell’articolo (l’ultimo noto era il 29) ma soprattutto in modo sostanziale anche il contenuto.

Si tratta di una norma che potrà avere un forte impatto, alla struttura finanziaria delle società, ma che potrebbe anche avere problemi di applicabilità.

 

Art. 26 DL Rilancio: rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni

Tale articolo è titolato Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni e prevede, tra l’altro, per le società di capitali e le cooperative, i seguenti presupposti:

  1. calo di fatturato complessivo nei mesi di marzo e aprile 2020, rispetto agli stessi mesi del 2020, superiore al 33%;
     
  2. fatturato della società 2019 compreso tra i 5 e i 50 milioni di euro;
     
  3. aumento di capitale sociale in denaro massimo di euro 2 milioni, da effettuarsi entro il 31/12/2020;
     
  4. partecipazione detenuta almeno fino al 31/12/2023;
     
  5. nessuna distribuzione di riserve, nel frattempo;
     
  6. se conferimento effettuato da società verso altre società, solo se non controllate, direttamente o indirettamente, oppure non soggette a comune controllo o collegate.

Il beneficio consiste in un credito di imposta del 20% dell’aumento del capitale sociale.

 

Credito d’imposta per aumento di capitale: condizioni

Ma questa agevolazione è sottoposta a due condizioni, e precisamente alla:

  1. approvazione da parte della Commissione Europea;
     
  2. emanazione di un Decreto del Ministro dell’Economia relativamente ai criteri e alle modalità di applicazione e di fruizione del credito di imposta entro il 18 giugno 2020, tenuto anche conto che l’importo massimo dell’agevolazione è stato determinato in 2 miliardi di euro

Sembra che dovremmo preoccuparci della applicabilità della norma.

L’approvazione dell’Europa pare non sia ancora arrivata o, se è arrivata, è stata tenuta nascosta ai più.

E del DM di applicazione, da emanarsi entro il 18 giugno, a tempo scaduto, al momento non c’è traccia.

Si tratta di un termine ordinatorio, ma il non rispetto si tramuta in un non rispetto delle imprese.

D’accordo che in sede di conversione le cose possono variare, come sembra, ma allora è assurdo prevedere un termine che si pensa già di non rispettare.

Esaminiamo degli aspetti particolari:

Il primo riguarda proprio l’entità del beneficio stesso.

Cosa può significare la previsione circa il fatto che il DM dovrà riferirsi anche all’importo massimo stabilito dalla norma circa il beneficio, 2 miliardi di euro.

Ci dovremmo forse attendere un click day? o forse più probabilmente, una volta esaurito il monte messo a disposizione, non ci sarà alcuna agevolazione?

Quindi meglio correre, ad effettuare questi aumenti. Ma c’è dell’altro.

L’ammontare di 2 miliardi di euro è riferito specificatamente al 2021; cosa può significare?

Il credito di imposta è utilizzabile per il periodo di imposta nel quale è effettuato l’aumento (sarebbe bastato dire 2020), oppure solo nel 2021?

Forse questo potrebbe essere il significato.

La seconda osservazione è che non è richiesto che si tratti di soci già esistenti, e quindi il riferimento è a chiunque possa effettuare tale aumento, anche se non già socio ante aumento.

Altra cosa riguarda il fatto che pare mancare un riferimento specifico alla distribuzione di riserve fatta preventivamente alla operazione di aumento di capitale sociale.

Il riferimento della norma in effetti è a distribuzioni effettuate prima del 31 dicembre 2023 dalla società oggetto di conferimento, ma manca un dato iniziale.

Da quando? dall’entrata in vigore della norma? e se lo ho distribuite a gennaio 2020? oppure solo dopo l’effettuato conferimento?

Nulla è poi detto circa la eventuale distribuzione, come pure utilizzo diretto, di un finanziamento soci già effettuato.

Ma probabilmente il DM, quando arriverà, chiarirà questi particolari aspetti che il legislatore non ha avuto modo di approfondire.

 

A cura di Giuseppe Rebecca

Martedì 30 giugno 2020

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