Termini per la presentazione di memorie al PVC: nessuna proroga per CoronaVirus

Il Decreto Cura Italia è intervenuto fra l’altro per spostare in avanti una serie di termini che investono i versamenti, gli accertamenti ed il contenzioso.
In questo nostro intervento vogliamo verificare se il Legislatore ha inteso prorogare anche i termini previsti dallo Statuto del Contribuente, norma che consente al contribuente di comunicare le proprie osservazioni al pvc, e che interessa i pvc consegnati nel mese di febbraio, prima dell’emergenza sanitaria.
I termini per le memorie sono sospesi o no?

termini presentazione memorieProroga termini presentazione memorie: la possibilità di presentare osservazioni e richieste

Come è noto, nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente, ai sensi dell’art.12, comma 7, della L. n. 212/2000, può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori.

L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza.

Lo strumento del contraddittorio, pur se normativamente non disciplinato ma di fatto istituzionalizzato dal D.lgs n. 218/97, continua ad essere quindi il punto nevralgico intorno al quale ruota anche l’attività di verifica, che dovrebbe impedire la formulazione di rilievi assolutamente non fondati e che, di fatto, non assicurano gettito.

Le osservazioni al PVC

Non si deve comunque dimenticare che il contribuente, anche nei processi verbali giornalieri, può presentare delle osservazioni e quindi, già in quella sede, può instaurare un dialogo con i verificatori.

Adesso, preso atto che nel corso della verifica il contribuente non sempre dispone della necessaria serenità e lucidità per valutare i rilievi mossi, si dà facoltà al contribuente di formulare, all’Ufficio impositore, osservazioni e richieste entro 60 giorni dalla notifica del p.v.c..

Considerato che la norma prevede che l’attività di accertamento resti paralizzata per 60 giorni, essendo stato sancito il divieto di emanare l’avviso di accertamento prima di tale termine, salvo che non si versi in casi di particolare e motivata urgenza, si apre, quindi, una fase pre – notifica dell’avviso di accertamento, tesa a valutare la legittimità dell’operato dei verificatori, al fine di deflazionare il contenzioso, affidato al soggetto che ha il potere di accertamento: l’Ufficio Controlli della DP.

La paralisi a tempo dell’attività di accertamento deve significare che l’Ufficio ha l’obbligo di effettuare un esame critico del processo verbale, prima di procedere alla notifica dell’avviso di accertamento, non potendosi limitare a recepire, acriticamente, nell’atto impositivo, il processo verbale, senza tenere conto delle osservazioni, valutazioni e interpretazioni dissenzienti effettuate dal contribuente.

Il fine del legislatore – manifesto e condivisibile – consiste nel “costringere” l’Ufficio ad un’attività di lettura critica del p.v.c. e, se del caso, ad intervenire fattivamente nell’integrazione degli elementi di accertamento eventualmente errati o carenti, sulla base di precisi imput forniti dal contribuente.

Tale norma, quindi, si inserisce a pieno titolo nel ridisegnato rapporto fisco-contribuente, con l’intento di riequilibrare con incisività tale rapporto attraverso l’instaurazione del dialogo, vera carta vincente nel nuovo assetto delineato dallo Statuto, nel lodevole intento di impedire la formulazione di rilievi assolutamente non fondati e che, di fatto, si tradurranno in un inutile ed antieconomico[1] impiego di risorse, senza incremento di gettito.

Dunque, lo Statuto anticipa il momento del contraddittorio già alla fase di svolgimento della verifica, durante e dopo la quale dovranno essere valutate con attenzione ed obiettività le argomentazioni e gli elementi di valutazione dei fatti forniti dal contribuente, il quale, quindi, assume una posizione attiva nel procedimento, collaborando fattivamente all’eventuale rivalutazione del fatto impositivo.

La norma citata si pone a manifesta tutela dei diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifica fiscale e, nello stesso tempo, obbliga l’amministrazione ad un riesame critico del p.v.c. alla luce delle osservazioni, integrazioni ed eccezioni fornite dal contribuente.

 

Le proroghe dei termini da Covid-19

Come abbiamo anticipato, il D.L.n.18/2020 ha disposto…

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