Agevolazioni prima casa: non vale la dimora abituale

In questo intervento, dopo aver rilevato il caso di specie e la giurisprudenza che si è formata, ci soffermiamo sulle novità in tema di agevolazioni prima casa, disposte dal Decreto liquidità, in ordine alla sospensione dei termini per l’adempimento degli obblighi normativi, a seguito del COVID-19.

agevolazione prima casa decreto liquiditàAgevolazioni prima casa: il recente intervento della Cassazione

Con la sentenza n. 7352 del 17 marzo 2020 la Corte di Cassazione ha affermato che – ai fini del riconoscimento delle agevolazioni prima casa – “la prova dell’elezione ad abitazione principale è solo il trasferimento anagrafico della residenza, unico elemento dotato di certezza perché verificabile, da parte dell’Amministrazione, presso il Comune ove è sito l’immobile”. 

In tal senso è la consolidata giurisprudenza della Corte, secondo cui contano le risultanze anagrafiche, a nulla rilevando una residenza di fatto (ex multis: sent. 4628/2008; 23579/2012; 8415/2013). 

Né è configurabile una causa di forza maggiore difettando i requisiti dell’imprevedibilità e della inevitabilità (Cass. ordinanza 4800 del 10.3.2015) non ravvisabili nella fattispecie in esame.

Vedremo nel seguito cosa cambia con il Decreto liquidità.

 

Agevolazioni prima casa: il caso di specie

Il caso di specie trae origine dal ricorso dell’Agenzia delle Entrate, per la cassazione della sentenza con la quale la CTR del Friuli Venezia Giulia, nel rigettare l’appello dell’Ufficio, aveva confermato la decisione di primo grado con la quale la CTP di Pordenone aveva accolto il ricorso proposto dal contribuente, avverso gli avvisi di liquidazione con i quali l’Agenzia, in relazione ad un atto di acquisto di immobile e al relativo mutuo, aveva revocato le agevolazioni prima casa in quanto il contribuente non aveva trasferito la propria residenza nel Comune ove era sito l’immobile.

In particolare, la CTR aveva evidenziato che il contribuente aveva la propria residenza (e, cioè, la dimora abituale) nel detto Comune e che su detta “residenza civilistica” non poteva prevalere la “residenza anagrafica” che il contribuente non poteva ottenere, come da comunicazione dell’Ufficiale di Anagrafe del Comune in questione.

 

Quadro normativo

Le agevolazioni per l’acquisto della c.d. prima casa sono disciplinate dall’articolo 1, comma 1 e nota II-bis, della tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. n. 131/1986.

Normativa che prevede una concessione provvisoria al momento della registrazione dell’atto, unito all’assunzione di determinati impegni e condizioni, dichiarati davanti al notaio.

La prima condizione per poter godere delle agevolazioni fiscali sulla prima casa è che l’immobile sia ubicato nel Comune in cui l’acquirente abbia o stabilisca entro 18 mesi dall’acquisto la propria residenza o nel Comune nel quale svolga la propria attività, incluse quelle senza remunerazione[1] (come ad esempio le attività di studio, di volontariato e sportive[2]).

Inoltre, nell’atto di acquisto (o nel contratto preliminare, al fine di usufruire dell’aliquota agevolata sin dagli acconti eventualmente corrisposti [3]) è necessario che l’acquirente dichiari di:

  • voler stabilire la residenza nel comune di acquisto dell’immobile, se non vi si trova già o se in questo non si trova la sua sede dell’attività;
     
  • non essere titolare, esclusivo o in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione di altra casa di abitazione nel comune dove è situato l’immobile acquistato;
     
  • non essere titolare, neppure per quote di comproprietà o in regime di comunione legale, in tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, anche nuda, o di diritti reali di godimento su altra casa di abitazione acquistata dall’acquirente o dal coniuge con le agevolazioni prima casa, a partire da quelle previste dalla L. n. 168/1982 (la titolarità di una sola quota di altra casa, non in comunione con il coniuge, non impedisce l’acquisto agevolato)[4].

Da ultimo, l’articolo 1, comma 55, della L. n. 208/2015[5] ha aggiunto, a decorrere dal 1° gennaio 2016, il comma 4-bis alla Nota II-bis, Tariffa, Parte Prima, allegata al D.P.R. n.131/1986, in forza del quale, qualora un contribuente, titolare di abitazione prima casa, proceda all’acquisto di un’altra…

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