La confisca allargata nei reati tributari

Un’analisi delle novità che riguardano l’applicazione della misura della confisca cosiddetta allargata, a fronte di taluni reati tributari, destinate ad incidere sensibilmente sui contribuenti indagati per le fattispecie di reato ascritte, in quanto misura idonea all’aggressione di beni e attività che non necessariamente devono rappresentare il profitto del reato tributario e conseguente riduzione degli spazi di tutela per il soggetto che ne sarà destinatario.
In caso di condanna (o patteggiamento della pena) per un delitto in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca per equivalente, cioè di beni di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto.

confisca per sproporzione nei reati tributariConfisca allargata: premessa

 

La novità maggiormente rilevante nella tornata di finanza pubblica per il 2020 – ossia il coacervo di disposizioni contenute tra la Legge n. 157/2019, di conversione del D. L. n. 124, e la Legge n. 160/2019 – è certamente rappresentata dall’avvento della cosiddetta confisca allargata nell’alveo del sistema penale tributario di cui al D. Lgs. n. 74/2000.

Per la precisione, nel citato decreto legislativo è stato introdotto il nuovo articolo 12-ter, rubricato “Casi particolari di confisca”, con la previsione dell’applicazione dell’articolo 240-bis del Codice penale nel contesto della commissione di taluni reati tributari e al ricorrere di determinate circostanze.


Art. 240-bis Codice penale

(Confisca in casi particolari)

Nei casi di condanna o di applicazione della pena su richiesta a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per taluno dei delitti previsti dall’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale, dagli articoli 314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 322, 322-bis, 325,416, realizzato allo scopo di commettere delitti previsti dagli articoli 453, 454, 455, 460, 461, 517-ter e 517-quater, nonché dagli articoli 452-quater, 452-octies, primo comma, 493-ter, 512-bis, 600-bis, primo comma, 600-ter, primo e secondo comma, 600-quater.1, relativamente alla condotta di produzione o commercio di materiale pornografico, 600-quinquies, 603-bis, 629, 644, 648, esclusa la fattispecie di cui al secondo comma, 648-bis, 648-ter e 648-ter.1, dall’articolo 2635 del codice civile, o per taluno dei delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine costituzionale, è sempre disposta la confisca del denaro, dei beni o delle altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica.

In ogni caso il condannato non può giustificare la legittima provenienza dei beni sul presupposto che il denaro utilizzato per acquistarli sia provento o reimpiego dell’evasione fiscale, salvo che l’obbligazione tributaria sia stata estinta mediante adempimento nelle forme di legge.

La confisca ai sensi delle disposizioni che precedono è ordinata in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta per i reati di cui agli articoli 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 635-quater, 635-quinquies quando le condotte ivi descritte riguardano tre o più sistemi.

Nei casi previsti dal primo comma, quando non è possibile procedere alla confisca del denaro, dei beni e delle altre utilità di cui allo stesso comma, il giudice ordina la confisca di altre somme di denaro, di beni e altre utilità di legittima provenienza per un valore equivalente, delle quali il reo ha la disponibilità, anche per interposta persona.


La confisca nel sistema penale tributario

 

Il sistema penale tributario, quindi, si arricchisce di una ulteriore forma di confisca rispetto a quella già prevista, a far data dal 2015 per effetto della riforma recata dal Decreto Legislativo n. 24 settembre 2015, n. 158, dall’articolo 12-bis, rubricato appunto “Confisca” e recante la confisca penale obbligatoria anche “per equivalente”.

In caso di condanna (o patteggiamento della pena) per un delitto in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca per equivalente, cioè di beni di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto.

 

Dalla confisca in casi particolari alla confisca allargata

 

La nuova confisca in…

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