La chiusura delle Partite IVA inattive

L’Agenzia delle Entrate procede d’ufficio, in modalità centralizzata, alla chiusura delle partite IVA di coloro che, sulla base dei dati e degli elementi in suo possesso, risultano non aver esercitato, nelle tre annualità precedenti, attività di impresa ovvero attività artistiche o professionali.
Approfondiamo quindi gli effetti pratici della chiusura della partita IVA inattiva…

chiusura Partite Iva inattive L’Agenzia Entrate, con il provvedimento del 3 dicembre 2019 ha definito i criteri e le modalità di applicazione della nuova disposizione normativa in merito alla chiusura delle partite IVA inattive e le forme di comunicazione preventiva al contribuente.

L’operazione riguarda coloro che non hanno esercitato, nei tre anni precedenti, attività di impresa, artistiche o professionali e non hanno presentato dichiarazione di cessazione attività

 

Cessazione attività

 

Come disposto dall’art. 35 Dpr 633/72, la dichiarazione di cessazione attività va effettuata entro 30 giorni dalla “chiusura dell’attività” (art. 35 c. 3 Dpr 633/72) utilizzando gli stessi modelli adottati in sede di apertura e cioè:

  • AA7 (per i soggetti diversi dalle persone fisiche);
     
  • AA9 (per imprese individuali e lavoratori autonomi).

 

Al di fuori dell’ipotesi di operazioni aziendali straordinarie, non è sempre agevole individuare la data di cessazione dell’attività (dalla quale decorrono i 30gg per la comunicazione).

Numerosi sono i casi in cui il contribuente ritarda la comunicazione, indicando nel modello di cessazione una data fittizia.

La data di cessazione va ricondotta alla data oltre la quale non è stata posta in essere alcuna operazione “attiva” da assoggettare ad Iva ivi incluse le ipotesi di autoconsumo di beni dell’azienda o del professionista.

Pertanto, in presenza di obbligo di emettere fattura “in campo Iva” (imponibile, non imponibile o esente), non è ammesso cessare la partita Iva.

Con riferimento alle diverse ipotesi in concreto, occorre distinguere tra imprese individuali e società. Per le società la data coincide con la data di ultimazione delle operazioni di liquidazione (formale o meno).

Per gli esercenti arti e professioni la data corrisponde a quella di effettiva cessazione dell’attività, intesa come la data oltre la quale non sono più state effettuate prestazioni da fatturare.

Non è possibile presentare la dichiarazione di cessazione della Partita Iva fino alla data di ultimazione della liquidazione del patrimonio aziendale anche se erroneamente cancellate dal registro imprese (funzione di pubblicità).

 

Cancellazione al Registro imprese e cessazione della Partite Iva

 

La prassi dell’agenzia e la giurisprudenza sono concordi nel sostenere che per le imprese individuali e società di persone i 2 momenti (cancellazione dal registro imprese e cessazione P.Iva) coincidono in quanto la cancellazione ai fini civilistici non comporta estinzione della società se non sono “esauriti tutti i rapporti giuridici” (Cass. n. 8842/2000 – la cancellazione alla natura meramente dichiarativa) mentre ai fini Iva la perdita della soggettività Iva si verifica anch’essa al momento in cui è avvenuta la liquidazione di tutti i rapporti giuridici (RM 68/07 e RM 105/09).

Ad esempio una società di persone che, seppure cancellata dal registro delle imprese, risulta possedere ancora un immobile, deve considerarsi ancora esistente (RM 68/2007) e pertanto ancora soggetta agli obblighi Iva.

In tal caso deve richiedere l’attribuzione di una nuova partita Iva e procedere agli adempimenti conseguenti (RM 120/2007).

Altro esempio è l’imprenditore che, successivamente alla cessazione della partita Iva dovesse locare un immobile dopo aver effettuato l’autoconsumo dello stesso. In questo caso effettua una operazione fuori campo Iva (CM 54/2002).

Nelle società di capitali considerata la natura costitutiva delle risultanze del registro imprese, la sua cancellazione dal Registro imprese comporta l’estinzione (salvo le eccezioni della legge fallimentare).

Pertanto la cancellazione in CCIAA implica la cancellazione della Partita Iva.

Mentre in riferimento alle società, il possesso di un bene risulta dalla sua intestazione (presso pubblici registri – se bene immobile o bene immobile registrato – o dalla contabilità), con riferimento alle ditte individuali il concetto è più…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it