Ferie non godute nel 2019: attenzione alle sanzioni

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno bisogna tenere d’occhio numerose questioni che riguardano il lavoro dipendente: tra queste, il datore di lavoro ha l’onere di controllare che tutti i lavoratori abbiano goduto delle prime due settimane di ferie maturate nel 2019.
Il mancato rispetto di tale obbligo per la parte datoriale comporta delle sanzioni (le quali sono state ulteriormente aumentate dalla Legge di Bilancio 2019).

Ferie non godute nel 2019 sanzioni

Ferie non godute: la gestione dei periodi di ferie, diritto irrinunziabile del lavoratore

 

Il diritto alle ferie è un diritto non rinunziabile da parte del lavoratore: lo stabilisce la Carta Costituzionale all’art. 36; le ferie inoltre devono essere retribuite. In caso di mancata fruizione delle ferie non godute nel 2019, vigono determinate regole in capo sia al lavoratore che al datore di lavoro.

Il fondamento Costituzionale ex art. 36 viene poi ampliato da quanto previsto nelle norme di dettaglio, le quali specificano come e a che condizioni il datore di lavoro è obbligato a garantire al proprio dipendente il diritto a godere del periodo feriale.

In particolar modo, il lavoratore ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane (estendibile da parte dei contratti collettivi di settore, con altri giorni di ferie).

 

Tipologie di ferie

 

Di queste quattro settimane di ferie, la legge prevede che le prime due settimane devono essere fruite entro e non oltre il 31 dicembre dell’anno in cui sono maturate.

In tal modo, per l’anno 2019, le prime due settimane di ferie maturate devono essere fruite dal lavoratore entro e non oltre il 31 dicembre 2019.

Riguardo a tale periodo, la legge prevede che in caso di mancata fruizione, il lavoratore non può rinunziarvi e il datore di lavoro non può monetizzarle.

Se è vero che le prime due settimane devono essere fruite entro l’anno di maturazione, bisogna chiedersi cosa succede alla terza e quarta settimana di ferie maturate: esse possono essere fruite entro i diciotto mesi dalla scadenza dell’anno di maturazione.

Ad esempio, per le ferie maturate come terza e quarta settimana nel corso del 2019, ci sarà tempo fino al 30 giugno 2021 per goderne effettivamente.

Anche in tal caso, le ferie non godute non possono essere monetizzate, anzi, il datore di lavoro potrebbe rischiare delle sanzioni in caso di mancata fruizione del dipendente.

È bene poi fare un cenno alle ferie ulteriori, stabilite dalla contrattazione collettiva di comparto: è possibile infatti che il contratto collettivo preveda altri periodi di ferie, i quali in caso di mancata fruizione, possono essere monetizzati.

L’argomento risulta di una certa importanza in conclusione d’anno in quanto il datore di lavoro deve impegnarsi nel controllo della effettiva fruizione da parte di tutti i dipendenti delle prime due settimane di ferie, ossia quelle maturate nel 2019.

Se infatti il lavoratore non ha preso abbastanza giorni di ferie da coprire la prima e la seconda settimana, il datore di lavoro rischia delle sanzioni.

 

Ferie non godute: casi particolari

 

Esistono poi dei casi nei quali l’obbligo di fruizione delle ferie è “mobile” nel tempo, e ciò avviene in circostanze particolari, quali il caso della sospensione del rapporto di lavoro ad esempio per astensione obbligatoria/facoltativa per maternità o ancora in caso di malattie con un lungo decorso.

In tali circostanze, se sussiste la concreta impossibilità di far fruire al lavoratore le ferie spettanti, sarà possibile che datore di lavoro e lavoratore – nel rispetto non solo delle esigenze dell’impresa, ma anche dell’interesse del lavoratore – si accordino per una successiva fruizione.

 

Le sanzioni

 

La Legge di Bilancio 2019 (L. n. 145/2018) all’art. 1, comma 445, lettera d), prevede che siano aumentate le sanzioni per illeciti in materia di lavoro e previdenza sociale.

Per quanto concerne le sanzioni per il mancato rispetto del diritto alle settimane di ferie annue, l’aumento è del 20% per le infrazioni avvenute a partire dal 2019.

Così, per le infrazioni commesse fino al 2018, la sanzione va da:

 

  • 100 a 600 euro, se la violazione riguarda fino a 5 lavoratori;
     
  • 400 a 1500 euro, se la violazione riguarda un numero compreso tra 6 e 10 lavoratori oppure se la violazione si è verificata per più di due anni (anche se riguarda meno di 6 lavoratori);
     
  • 800 a…
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