Definizione agevolata: tra lieve inadempimento, ravvedimento operoso ed errore scusabile

Negli ultimi anni è stata riproposta più volte la definizione delle liti tributarie pendenti. In questo articolo analizziamo se rilevano gli istituti giuridici del lieve inadempimento, del ravvedimento operoso e dell’errore scusabile

Definizione agevolata: tra lieve inadempimento, ravvedimento operoso ed errore scusabile Introduzione alla definizione agevolata

 

E’ noto che l’Agenzia delle Entrate provvede all’abbinamento dei versamenti e alla liquidazione, regolarità o diniego a prescindere dalla modalità di pagamento prevista (unica soluzione, rateazione o nessun importo da versare), delle domande di definizione ex articolo 6 del D.L. 119/2018. Resta fermo l’assunto secondo cui, qualora non ci siano importi da versare, la definizione agevolata si perfeziona con la sola presentazione della domanda (Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 18/2/2019 prot. n. 39209/2019).

La sanatoria riguarda solo le controversie in cui sia parte l’agenzia delle Entrate.

È tuttavia sufficiente allo scopo che l’Agenzia sia parte processuale alla data del 24 ottobre 2018, anche se in origine non lo era.

Ció potrebbe essere accaduto per effetto della chiamata del giudice o anche a seguito di intervento volontario delle Entrate.

Nel caso di domanda sostituita per rettifica o domanda duplicata, lo stato del contenzioso da considerare ai fini della valutazione della domanda è quello alla data della valida presentazione della prima domanda.

Qualora non ci siano importi da versare, la definizione agevolata si perfeziona con la sola presentazione della domanda (Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 18/2/2019 prot. n. 39209/2019).

La definizione ex legge n. 136/2018 si applica alle controversie in cui il ricorso in primo grado è stato notificato alla controparte entro la data di entrata in vigore del decreto legge n. 119/2018 (24 ottobre 2018) e per le quali alla data della presentazione della domanda di definizione il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.

E’ importante che alla data di presentazione della domanda il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.

Restano escluse, quindi, le controversie con ricorso notificato dopo il 24 ottobre 2018, nonché quelle per le quale interviene prima della presentazione della domanda la definitività della sentenza, la scadenza dei termini per la riassunzione del giudizio, ovvero il deposito della sentenza non di rinvio della Corte di cassazione.[1]

 

Definizione agevolata e lieve inadempimento

 

Il rinvio alle disposizioni di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, da parte del comma 6 dell’articolo 6 D.L. 119/2018, permette l’applicazione della normativa sul c.d. lieve inadempimento, contenuta nell’articolo 15-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, cui rinvia il comma 4 del citato articolo 8.

La disciplina del c.d. lieve inadempimento, di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 15-ter del DPR n. 602 del 1973 si applica, quindi, in relazione al versamento di quanto dovuto per il perfezionamento della definizione agevolata ex comma 6 dell’articolo 6 D.L. 119/2018.

In particolare, il versamento tardivo o carente dell’importo complessivo delle somme dovute per la definizione della lite o della pima rata nei limiti fissati dal comma 3 del citato articolo 15-ter, non compromette il perfezionamento della definizione agevolata della lite.

Inoltre, in caso di versamento rateale sono applicabili il comma 2 dell’articolo 15-ter, secondo cui il mancato pagamento di una delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva comporta la decadenza dal beneficio della rateazione, e il successivo comma 3, che esclude la decadenza dalla rateazione in presenza di lieve inadempimento.

 

Lieve inadempimento, iscrizione a ruolo e ravvedimento operoso

 

Ai sensi del comma 5 dello stesso articolo 15-ter, in tutti i casi in cui si configura il lieve inadempimento, l’Ufficio procede all’iscrizione a ruolodell’eventuale frazione non pagata, della sanzione di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, commisurata all’importo non pagato o pagato in ritardo, e dei relativi interessi”.

A norma del successivo comma 6 dell’articolo…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it