Corrispettivi telematici: come fare in caso di buoni pasto o ventilazione dei corrispettivi

Approfondiamo le recenti risposte alle istanze di interpello fornite dall’Agenzia delle Entrate, le quali hanno fornito chiarimenti in merito al nuovo adempimento previsto dalla memorizzazione e invio dei corrispettivi telematici.

Pagamento con buoni pasto e invio dei corrispettivi telematici

buoni pasto invio corrispettivi telematiciIniziamo dalla risposta ad interpello n. 419, avente ad oggetto la trasmissione dei corrispettivi telematici in caso di pagamento con buoni pasto.

Il quesito posto dal contribuente chiedeva il parere dell’Agenzia in merito ad un soggetto esercente attività di ristorazione che accetta i buoni pasto per l’erogazione dei servizi di somministrazione di alimenti e bevande.

L’articolo 6 della legge Iva ricorda che trattandosi di prestazioni di servizi, è il pagamento del corrispettivo che rileva il momento di effettuazione dell’operazione, a nulla rilevando in questo caso, l’istante in cui viene erogato il servizio.

Ci si deve quindi focalizzare sul momento in cui viene emessa la fattura nei confronti della società che emette i buoni pasto che, solitamente, viene effettuato alla fine di ogni mese solare.

Ciò non esonera comunque il ristoratore ad emettere un documento alla ricezione del buono pasto, in quanto la circolare 60/1983 prevede che

il pagamento del corrispettivo non assume rilevanza esclusiva al fini dell’obbligo del rilascio dello scontrino, sia per le cessioni di beni che per le prestazioni di servizi”.

 

Nello specifico quindi, deve essere rilasciato lo scontrino fiscale a seguito delle somministrazioni di alimenti e bevande al momento del pagamento senza corrispettivo.

Ne consegue che, al momento dell’erogazione del servizio, l’esercente rilascerà un documento commerciale anche senza aver riscosso il corrispettivo.

Per quanto riguarda i dati da trasmettere, oltre ai corrispettivi in via telematica, andranno inviati anche i dati concernenti gli importi non riscossi e i ticket restaurant, come previsto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 182017 del 28.10.2016, attuativo dell’articolo 2, comma 4, D.Lgs. 127/2015, e modificato dal provvedimento prot. n. 99297 del 18.04.2019.

 

È infatti precisato che

“nel caso di corrispettivi non riscossi ma per i quali il cliente ha fornito il controvalore in buoni pasto, nel documento commerciale si può riportare, a titolo puramente figurativo, l’aliquota Iva propria di ciascun prodotto, sebbene tale Iva non rappresenti l’imposta effettiva sulla singola transazione ma sarà meramente figurativa (nel caso di buono pasto, trattandosi di servizio sostitutivo di mensa, si applica l’aliquota propria della somministrazione di alimenti bevande). Nel tracciato “Allegato – Tipi Dati per i Corrispettivi” i valori dei corrispettivi non riscossi sono inglobati nel valore complessivo dei corrispettivi, distinti per aliquota”.

 

Dato che il momento rilevante ai fini Iva coincide con l’emissione della fattura, in sede di liquidazione periodica, si dovrà fare riferimento alla sola Iva esposta in quest’ultima al fine di non generare una duplicazione d’imposta.

L’Agenzia ha comunque ribadito che “il principio richiamato sarà tenuto presente in caso di disallineamento tra i dati trasmessi telematicamente e l’imposta liquidata periodicamente”.

 

buoni pasto e corrispettivi telematici

Documento commerciale e ventilazione dei corrispettivi

Con la risposta n. 420/2019 invece, l’Amministrazione ha disciplinato un caso riguardante un soggetto che per la propria attività adotta la ventilazione dei corrispettivi.

Dato che l’aliquota Iva va indicata solamente al momento della liquidazione periodica, in questi casi è possibile inserire nel documento commerciale la dicitura “AL – Altro non Iva” in sostituzione dell’aliquota Iva.

 

 

A cura di Gianfranco Costa e Alberto De Stefani

Martedì 12 Novembre 2019

 

Questo approfondimento è tratto dalla nostra circolare settimanale, vedi==>

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