Come richiedere l’indennizzo per cessazione di attività commerciale

L’indennizzo derivante da cessazione di attività commerciale, disciplinato dal D.Lgs. n. 207/1996 è ora divenuto strutturale grazie alla Legge di Bilancio 2019.

Ciò comporta che è ormai fisso anche il contributo dello 0,09% destinato al finanziamento del Fondo in questione.

Vediamo così nel dettaglio come accedere all’indennizzo fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici.

 

Cessazione di attività commerciale in Legge di Bilancio

 

indennizzo cessazione attività commercialeLa L. n. 145 del 30 dicembre 2018, cd. Legge di Bilancio 2019, reca ai commi 283-284 una specifica misura riguardante l’indennizzo di cui al D.Lgs. n. 207/1996, il quale da questo momento in poi diviene una misura strutturale, con la conseguenza dell’obbligo di versamento del contributo aggiuntivo dello 0,09% destinato in parte al fondo che finanzia tale misura.

 

L’indennizzo per cessazione di attività commerciale

 

Il D.Lgs. n. 207/1996 all’articolo 1, prevede che in caso di cessazione dell’attività commerciale è previsto un indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale per i soggetti che esercitano in qualità di titolari o coadiutori:

  • attività commerciale al minuto in sede fissa, anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • attività commerciale su aree pubbliche, anche in forma itinerante;
  • attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • agenti e rappresentanti di commercio di cui alla L. n. 204/1985 (esclusi però in tal caso i loro coadiutori).

 

L’indennizzo in questione spetta ai soggetti che siano in possesso di specifici requisiti; possono infatti accedervi i soggetti iscritti alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali gestita dall’INPS.

Non possono invece rientrare nell’ambito di applicazione della norma in questione:

  • gli esercizi di attività commerciale all’ingrosso;
  • gli esercenti forme speciali di vendita al dettaglio (come le attività commerciali effettuate al di fuori dei tradizionali negozi di vicinato, banchi o mercato, quali ad esempio: i soggetti che esercitano attività di commercio elettronico, vendita a domicilio dei consumatori, vendita per corrispondenza o tramite televisione, ovvero ancora somministrazione o vendita di alimenti e bevande in luoghi non aperti al pubblico);
  • gli esercenti attività di intermediazione diversa rispetto a quella di cui alla L. n. 204/1985 quali ad esempio i procacciatori e gli agenti d’affari, gli agenti assicurativi, gli agenti immobiliari e i promotori finanziari.

 

Indennizzo anche in caso di plurime attività commerciali?

 

La legge comunque non esclude che possano accedere all’indennizzo anche i titolari di imprese che esercitano contemporaneamente plurime attività commerciali, come ad esempio nel caso in cui alla stessa persona facciano capo sia un’attività di commercio all’ingrosso che un’attività di commercio al dettaglio. Ciò che rileva, indipendentemente dalla loro presenza, è lo stato del soggetto in questione, il quale, al momento della cessazione dell’attività deve esercitare un’attività indennizzabile. Al contrario, se l’attività commerciale per la quale si richiede l’indennizzo è cessata prima di un’altra attività non indennizzabile, non sarà possibile accedere a tale possibilità.

 

L’indennizzo per cessazione di attività commerciale è ora strutturale

 

Come detto, allo stato attuale la L. n. 145/2018, con il comma 283 ha previsto che: “A decorrere dal 1° gennaio 2019 l’indennizzo di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, è concesso, nella misura e secondo le modalità ivi previste, ai soggetti che si trovano in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2 del medesimo decreto legislativo alla data di presentazione della domanda”.

Con il comma 284 poi si prevede che “l’aliquota contributiva di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, è dovuta, nella misura e secondo le modalità ivi previste, dagli iscritti alla gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali”.

Sull’argomento si è espresso anche l’INPS, il quale si è occupato di fornire specifiche istruzioni in merito all’applicazione dell’istituto in oggetto con la Circolare n. 77 del 24 maggio 2019.

 

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