Esenzione dalla ritenuta madre-figlia: il caso della società trasferita in Svizzera

Secondo quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate, il diritto all’esenzione spetta anche se la società “madre” ha cambiato sede legale, spostandosi – in “continuità giuridica” – dal Lussemburgo alla Svizzera. Vediamo più nel dettaglio come funziona la ritenuta “madre-figlia” e l’Accordo UE-Svizzera, applicati al caso affrontato dall’Agenzia.

 

L’art. 27-bis del D.P.R. n. 600/1973 contiene previsioni in merito al rimborso o della ritenuta sui dividendi distribuiti a soggetti non residenti (comma 1), ovvero, per gli stessi dividendi, all’esenzione da ritenuta (comma 3).

Tale articolo attua in Italia quanto previsto dalla direttiva n. 90/435/CE (“madre-figlia”), introducendo un particolare trattamento fiscale che si applica ai dividendi corrisposti da società fiscalmente residenti a società o enti con una partecipazione diretta non inferiore al 20% (10% dal 2009), residenti in uno Stato membro dell’UE.

In particolare viene previsto che, in presenza di alcune specifiche condizioni, nella distribuzione di dividendi è possibile azzerare la ritenuta alla fonte a titolo di imposta.

Per quanto riguarda la situazione della Svizzera, esiste una normativa convenzionale (Svizzera – UE) che ricalca quanto previsto in ambito comunitario, consentendo il rimborso della ritenuta subita in Italia (o in altri Stati comunitari) ai soggetti residenti in Svizzera, che percepiscano utili di fonte italiana (o comunitaria).

Secondo quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate nella recente risposta ad interpello n. 380/2019, il diritto all’esenzione spetta anche se la società “madre” ha cambiato sede legale, spostandosi – in “continuità giuridica” – dal Lussemburgo alla Svizzera.

 

Aspetti generali: le ritenute in uscita sugli utili corrisposti

 

ritenuta madre figlia su utiliSulle distribuzioni di utili operate da soggetti residenti in Italia a favore di soggetti non residenti (che partecipano al loro capitale) i soggetti eroganti operano, ai sensi dell’art. 27 del D.P.R. n. 600/1973, delle ritenute “in uscita” con diverse aliquote percentuali.

In particolare, è operata una ritenuta “in uscita” a titolo di imposta dell’1,20% sugli utili corrisposti alle società e agli enti soggetti ad un’imposta sul reddito delle società negli Stati membri dell’UE e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo (art. 27, comma 3-ter).

 

Il rimborso della ritenuta cd. madre-figlia

 

Per quanto previsto dal comma 1 dell’art. 27-bis del D.P.R. n. 600/1973, le società in possesso di una partecipazione diretta non inferiore al 20% (10% dal 1° gennaio 2009) del capitale della società che distribuisce gli utili, hanno diritto, a richiesta, al rimborso della ritenuta se:

  • rivestono una delle forme previste nell’allegato della direttiva n. 435/90/CEE del Consiglio del 23.07.1990;
  • risiedono ai fini fiscali in uno Stato membro dell’UE, senza essere considerate, ai sensi di una Convenzione in materia di doppia imposizione sui redditi con uno Stato terzo, residenti al di fuori dell’UE;
  • sono soggette, nello Stato di residenza, senza fruire di regimi di opzione o di esonero che non siano territorialmente o temporalmente limitati, ad una delle imposte indicate nella citata direttiva;
  • la partecipazione è ininterrottamente detenuta per almeno un anno.

 

 

Rimborso della ritenuta in caso di titoli e strumenti finanziari

La “rimborsabilità” della ritenuta è riconosciuta anche alle remunerazioni di cui all’art. 89, comma 3-bis, del TUIR, se erogate a società con i requisiti indicati sopra, in misura corrispondente alla quota non deducibile nella determinazione del reddito della società erogante (art. 27-bis cit., comma 1-bis).

Si tratta in particolare:

  • delle remunerazioni sui titoli, strumenti finanziari e contratti indicati dall’art. 109, comma 9, lettere a) e b), del TUIR (titoli e strumenti finanziari similari alle azioni);
  • dei contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza se è previsto un apporto diverso da quello di opere e servizi.

In questi casi, l’esclusione si applica limitatamente al 95% della quota non deducibile di tali remunerazioni.

 

Adempimenti per il rimborso della ritenuta sugli utili corrisposti

 

Ai sensi del comma 2 dell’articolo, per poter fruire del rimborso della ritenuta è necessario che la…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it