Come avviene la selezione dei contribuenti da controllare col risparmiometro

Uno dei principali obiettivi che il Governo si pone è quello del recupero dell’evasione fiscale in misura eccezionale, e a tal fine l’Amministrazione Finanziaria sta organizzando una prima selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo, un primo screening per il setacciamento di possibile materia imponibile non dichiarata, da poter accertare quasi a colpo sicuro.

Lotta all’evasione fiscale col risparmiometro: selezione dei contribuenti da controllare

Uno dei principali obiettivi – forse il primo per importanza “finanziaria” – che il Governo si pone è quello del recupero dell’evasione fiscale in misura eccezionale e a tal fine l’Amministrazione Finanziaria sta organizzando una prima selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo, un primo screening per il setacciamento di possibile materia imponibile non dichiarata, da poter accertare quasi a colpo sicuro.

Tanti sono in realtà gli strumenti e le banche dati a disposizione del Fisco. Attualmente il MEF sta concentrando la propria attenzione sul cosiddetto risparmiometro, ovvero lo strumento digitale che procederà a selezionare l’enorme mole di dati trasmessi da banche e operatori, accumulatisi nel tempo presso l’Anagrafe tributaria dei conti (D.L. 201/2011).

 

Dati forniti dalle banche ed altri intermediari finanziari

Si parte, dunque, dalle informazioni che banche ed altri intermediari finanziari mettono periodicamente a disposizione del fisco comunicando annualmente:

– l’accensione e l’esistenza di un rapporto;

– il saldo iniziale;

– il saldo finale;

– il totale degli accrediti;

– il totale degli addebiti;

– la giacenza media sul conto.

Questo tipo di indagine è stata giornalisticamente definita risparmiometro.

La ricerca nella super-anagrafe dei conti potrà consentire di scovare anomalie o indizi di evasione quali ad esempio: scostamenti di oltre un quarto tra il reddito dichiarato e quello determinato come differenza tra entrate ed uscite; oppure viceversa la insufficiente, anomala o mancata movimentazione dei conti correnti in presenza di redditi dichiarati.

Una volta create le liste selettive ai funzionari dell’Agenzia delle Entrate servirà il rilascio dell’autorizzazione per poter approfondire meglio la situazione finanziaria dei contribuenti.

Esempi di anomalie

Saranno considerate anomalie ad esempio, l’accredito di stipendio senza il seguito di ragionevoli uscite dal conto corrente, circostanza che potrebbe teoricamente rivelare esistenza di altre entrate non dichiarate; ma allo stesso tempo dovranno essere molto ben approfonditi i rapporti con gli altri familiari (il classico esempio è quello delle coppie appena sposate aiutate finanziariamente dai genitori/suoceri per contenere al massimo le spese di gestione familiare); si tratta di un tipo di anomalia che dovrà essere gestita molto bene dall’Agenzia delle entrate, solo per cifre assai considerevoli, assolutamente ben documentabili e dopo la ricerca di possibili scambi di denaro tra parenti/coniugi, perchè il rischio di alimentare fortemente il contenzioso è molto elevato.

Un altro caso di possibile anomalia da approfondire potrebbe essere quello del conto corrente inattivo per diverso tempo, a fronte di un reddito dichiarato dal contribuente insufficiente per i bisogni medi della famiglia. Anche in questo caso, tuttavia, ci saranno una serie di giustificazioni strettamente personali che l’Agenzia dovrà approfondire.

A tutela del contribuente l’Agenzia delle entrate, dopo l’invio del prevedibile questionario, dovrà avviare la fase del contraddittorio durante il quale il contribuente potrà dimostrare la veridicità della sua situazione finanziaria e spiegare ai funzionari le proprie ragioni.

Come finirà?

L’esame e giustificazione delle movimentazioni finanziarie è già piuttosto complicato per l’Agenzia delle Entrate nelle situazioni di controllo dell’operato delle aziende e società, dove peraltro ogni singolo movimento finanziario deve essere annotato e giustificato in contabilità.
L’esportazione di questo modello di controllo sulle situazioni private, personali, non sarà semplice.
Da una parte è da applaudire l’impegno nella lotta all’evasione fiscale, dall’altro il rischio è quello delle caccia alle streghe, delle ingiustizie, del tanto contenzioso. 

Strumenti a disposizione del Fisco molto interessanti ma anche molto pericolosi se non gestiti bene.

7 ottobre 2019

Vincenzo D’Andò

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Questa notizia è tratta dal Diario Quotidiano pubblicato oggi su CommercialistaTelematico

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