Datore di lavoro estero: senza stabile organizzazione non è sostituto d’imposta

Il recente Interpello dell’Agenzia delle Entrate in materia di datore di lavoro estero ribadisce nuovamente che il soggetto non è sostituto d’imposta quando non ha una stabile organizzazione nel territorio dello Stato, con la conseguenza che sarà il dipendente a doverlo dichiarare con dichiarazione dei redditi e versare direttamente le imposte spettanti alle scadenze previste, senza nessuna sostituzione da parte del proprio datore di lavoro.

 

La gestione del rapporto di lavoro del residente con un soggetto estero

 

sostituto d'imposta esteroIl rapporto di lavoro stipulato in Italia da un soggetto fiscalmente non residente in Italia con un residente nel territorio dello Stato Italiano, comporta delle peculiari regole in materia di gestione delle ritenute da operare a titolo di imposte.

Infatti sebbene per i soggetti con stabile organizzazione si prevede comunque che il soggetto estero sia anche sostituto d’imposta, quando invece un soggetto non ha stabile organizzazione nel territorio dello stato, egli non è anche sostituto d’imposta per conto del dipendente.

Ciò è stato di recente ribadito dall’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’interpello n. 312 del 2019.

 

Il caso: società estera (spagnola) che assume un dipendente in Italia senza ufficio fisico

 

Il caso di cui si è occupata l’Agenzia delle Entrate riguarda il caso di una società spagnola che svolge attività di gestione e amministrazione di valori mobiliari di soggetti residenti e non residenti in Spagna.

Tale società ha deciso di assumente in Italia un lavoratore dipendente, residente nel territorio italiano, al fine di promuovere – senza stabile organizzazione – la propria attività in Italia.

L’attività del lavoratore, non connessa a un ufficio fisico, consiste in un’attività non commerciale, ma solo preparatoria, a un eventuale futuro business nel territorio italiano.

Inoltre, l’azienda, in caso di feedback positivi potrebbe aprire un ufficio fisico in Italia per il prossimo anno.

La richiesta dell’azienda spagnola è stata quella di conoscere se essa debba o meno operare come sostituto d’imposta nei confronti del personale dipendente. Quindi:

  • nel primo caso: si avrà l’applicazione delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente da erogare, ex art. 23, DPR n. 600/1973, e il soggetto agirà come sostituto di imposta per il sostituito (lavoratore);
  • nel secondo caso: il soggetto non residente può non operare ritenute, con la conseguenza che il reddito da lavoro dipendente percepito dal lavoratore dovrà essere dichiarato da quest’ultimo in dichiarazione dei redditi e la relativa imposta autoliquidata e versata dal lavoratore dipendente medesimo alle scadenze previste.

 

La regola in materia di sostituto d’imposta

 

Prima di specificare cosa ha risposto l’Agenzia delle Entrate con il suddetto intervento, è bene ricordare che l’art. 23 del DPR n. 600/1973 prevede che enti, società, e altri soggetti debbano operare all’atto del pagamento “una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta dai percipienti, con obbligo di rivalsa”, configurandosi come sostituti d’imposta, ossia – ai sensi dell’art 64, c. 1, DPR n. 600/1973 – quei soggetti che sono obbligati al “pagamento di imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni a questi riferibili”.

Quanto detto è esteso anche a “società e gli enti di ogni tipo compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato” ai sensi dell’art. 73 (prima art. 87), comma 1, del TUIR, purché i redditi siano corrisposti da “sedi fisse” in Italia (così ha chiarito la Circolare MEF n. 326/1997, Paragrafo 3.1).

 

Sostituto d’imposta all’estero: decisiva l’assenza o meno di stabile organizzazione in Italia

 

L’Agenzia delle Entrate, facendo una breve disamina della normativa in materia e tenendo conto di quanto specificato dal soggetto interpellante, ha fornito delucidazioni in merito, chiarendo come le società non residenti, pur se ricomprese, sotto il profilo soggettivo, fra i soggetti indicati al primo comma dell’articolo 23 del DPR n. 600 del 1973 “in linea di principio, ne sono oggettivamente escluse in ragione della delimitazione territoriale della potestà tributaria dello Stato”, e l’assenza di stabile organizzazione in Italia, denota infatti come l’istante, non rivestendo il ruolo di…

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