Settembre: ripartono i termini dopo la sospensione feriale

Le vacanze stanno estive per finire, anche quelle legate alla sospensione feriale dei termini.
Dato che le date di riapertura sono diverse tra i diversi strumenti gli addetti ai lavori devono prestare la massima attenzione. In questo articolo analizziamo i vari casi: i termini processuali, il reclamo-mediazione, l’accertamento con adesione, la sospensione dei termini per la trasmissione dei documenti, i pagamenti derivanti da controlli automatici e formali

Decreto crescitaIl 1° di settembre, per effetto dell’art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742, come modificato dall’art.16, del D.L. n.132 del 12 settembre 2014 (cd. Decreto giustizia), convertito, con modificazioni, in Legge n.162 del 10 novembre 2014, il Fisco riapre i battenti.

Entriamo nel dettaglio, per fornire al Lettore delle utili indicazioni, attesa la ripresa dei termini sospesi.

La sospensione feriale dei termini

DATA DI RIAPERTURA: 1 SETTEMBRE

Come è noto, l’articolo 16, del D.L. n.132/2014 (cd.Decreto giustizia), convertito, con modificazioni, in Legge n.162/2014, intervenendo sull’art. 1 della L.n.742/1969, che, per ius receptum, si applica anche al rito tributario, ha ridotto la pausa estiva, che continua ad avere inizio il 1° agosto ma cessa il 31 dello stesso mese ( e non più il 15 settembre).

Pertanto, durante questi 31 giorni, tutte le scadenze processuali sono state interrotte e, nel caso in cui la decorrenza del termine abbia avuto inizio prima del 1° agosto, il tempo assegnato dal legislatore per il compimento dell’adempimento (presentazione del ricorso, deposito di atti, etc.) riprenderà a decorrere alla fine del periodo di sospensione.

A quali atti si applica

Il periodo di sospensione feriale dei termini vale per tutte le liti tributarie e quindi sono stati soggetti alla sospensione tutti gli atti indicati all’articolo 19 del D. Lgs. 546/1992, che identifica gli atti impugnabili nonchè l’oggetto del ricorso.
La sospensione feriale, inoltre, ha comportato lo slittamento dei termini di pagamento degli atti impugnabili ex articolo 19, del D.Lgs.n.546/92, generalmente legati al termine per proporre ricorso.

Ricordiamo che, per effetto di quanto oggi previsto dal comma 1 dell’articolo 17-bis, del D.Lgs.n.546/92, “il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa” (Nota 1).

Pertanto, nelle controversie in questione, la proposizione dell’impugnazione produce, oltre agli effetti sostanziali e processuali tipici del ricorso, anche quelli del reclamo/mediazione (cfr. circolare n.38/E/2015). La proposizione del ricorso apre una fase amministrativa di durata pari a 90 giorni entro la quale deve svolgersi il procedimento di reclamo/mediazione. Tale fase – che si colloca temporalmente tra l’avvio dell’azione giudiziaria (coincidente con la notifica del ricorso) e l’eventuale instaurazione del giudizio (i termini per la costituzione del ricorrente restano sospesi durante il procedimento) – è finalizzata all’esame del reclamo e dell’eventuale proposta di mediazione, con l’obiettivo di evitare, in caso di esito positivo, che la causa sia portata a conoscenza del giudice. Il termine di 90 giorni è soggetto alla sospensione dei termini processuali nel periodo feriale, come esplicitato dal comma 2, ultimo periodo, dell’articolo 17-bis.

Per quanto riguarda la sospensione feriale 2019 leggi qui l’articolo di Valeria Nicoletti

Nota 1 Come è noto, l’articolo 39, comma 9, del D.L.n.98/2011, convertito, con modificazioni, dalla L.n.111/2011, ha inserito nel D.Lgs.n.546/92, l’articolo 17-bis, rubricato “Il reclamo e la mediazione”, per le controversie di valore non superiore a cinquantamila euro, relative ad atti dell’Agenzia delle Entrate, notificati a decorrere dal 1° gennaio 2018 (limite innalzato per effetto dell’articolo 10, del D.L.n.50/2017, conv. con modif. in L.n.96/2017). 

 

La sospensione dei termini nell’ambito del procedimento di accertamento con adesione

DATA DI RIAPERTURA: 1 SETTEMBRE

Come è noto, la presentazione dell’istanza prevista dall’articolo 6, comma 2, del D.Lgs. n.218/1997, genera, fra l’altro, la sospensione per 90 giorni dei termini di impugnazione dell’atto.

Per effetto di quanto disposto nell’ambito del D.L.n.193/2016 (art.7 quater, comma 18, introdotto in sede di conversione in legge n.225 del 1° dicembre 2016) “i…

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