Risarcimento danni per comportamento illecito o scorretto del Fisco: l'Agenzia ne risponde

E’ possibile il risarcimento dei danni “collaterali” subiti dal contribuente per effetto di un eventuale irrituale o scorretto atteggiamento dell’Amministrazione finanziaria e dell’Agente della riscossione.

Analizziamo il caso di tardata cancellazione di ipoteca.

 

Scarica un estratto dell’ordinanza in commento qui >

 

Principi in materia di riscossione coattiva e tardata cancellazione di ipoteca

 

ordinanza Risarcimento danni per comportamento illecito FiscoIn tema di riscossione coattiva delle imposte, nelle ipotesi di cancellazione di ipoteca avvenuta con ritardo rispetto alla sentenza di annullamento della cartella esattoriale, l’Agenzia delle Entrate e l’Agente per la Riscossione rispondono in solido dei danni patrimoniali patiti dal contribuente, determinandosi una situazione di coobbligazione solidale ai sensi dell’art. 2055, comma 1 c.c. nell’adempimento della obbligazione risarcitoria, che onera ciascuna delle parti a rispondere per l’intero.

E’ “ritardo colpevole” il periodo di “oltre un mese” con cui l’Agenzia delle Entrate dispone e successivamente comunichi all’Agente della riscossione lo sgravio del debito tributario principale per cui venne indebitamente iscritto il gravame ipotecario.

E’ “ritardo colpevole”, ai fini della responsabilità dell’Agente della riscossione, il pregiudizio arrecato alla società dalla illegittima protrazione della misura ipotecaria sui beni immobili durante il periodo intercorso tra la ricezione della comunicazione di sgravio (31.10.2008) e la cancellazione della ipoteca (18.12.2008).

Gli elementi della fattispecie illecita, sono ascrivibile tanto all’Ente impositore che all’Agente della riscossione, in relazione ai distinti periodi indicati, sia in relazione al nesso eziologico tra la condotta e le conseguenze pregiudizievoli derivate al danneggiato, sia in ordine all’elemento soggettivo dell’illecito che, come noto, in tema di responsabilità della P.A., non deriva automaticamente dall’illegittimità dell’atto compiuto nell’esercizio dell’attività amministrativa, ma trova titolo nella colpa dell’Amministrazione come apparato – nella specie individuata nell’ingiustificato ritardo con il quale l’Agenzia ha operato e comunicato lo sgravio, e l’Agente della riscossione ha disposto la cancellazione della ipoteca – la quale sussiste quando l’atto assunto come lesivo viola le regole di imparzialità, correttezza e buona amministrazione, che il Giudice ordinario valuta come limiti esterni alla discrezionalità.

L’ Agenzia delle Entrate e l’Agente per la riscossione devono risarcire in solido, in favore del contribuente, i danni se l’iscrizione ipotecaria è illegittima. In tema di illecito extracontrattuale della Pubblica Amministrazione va riconosciuta la responsabilità concorrente dell’Agente della Riscossione.

Nella fattispecie si è determinata una situazione di coobbligazione solidale ex art. 2055 comma 1, c.c. nell’adempimento della obbligazione risarcitoria, che onera ciascuna delle partì a rispondere per l’intero.
E cioè oltre 35 mila euro per risarcimento del danno, e ben oltre 20 mila euro per spese di giudizio, spese forfettarie ed accessori di legge da pagarsi in solido in favore del difensore distrattario.

Tali importanti principi sono stati precisati dalla Cass. civ. Sez. III, con ordinanza del 15/02/2019, n. 4558.

 

Giurisdizione in materia di risarcimento danni per comportamento illecito

 

Sulla richiesta di risarcimento del danno per l’iscrizione illegittima di ipoteca da parte del concessionario per la riscossione decide il giudice ordinario (si veda nota 1).

La causa non ha ad oggetto il provvedimento d’iscrizione d’ipoteca ma il risarcimento del danno causato da un comportamento colposo del concessionario circa l’ipoteca illegittimamente iscritta.

Se da un lato è vero che successivamente all’entrata in vigore dell’art. 35, c. 26-quinquies, D.L. n. 223/2006 le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione del provvedimento d’iscrizione di ipoteca sugli immobili sono devolute alla giurisdizione tributaria, è anche vero che la domanda promossa dal contribuente nei confronti dell’Agente della riscossione non ha ad oggetto un rapporto tributario, quanto piuttosto l’illecito comportamento del concessionario medesimo.

L’indagine sulla…

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