Ultimi chiarimenti sulla Trasmissione Elettronica dei Corrispettivi: fase transitoria e procedure di emergenza

Nelle ultime settimane l’Agenzia delle Entrate è intervenuta fornendo importanti chiarimenti riguardanti l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi alla luce delle novità portate dal Decreto crescita.
In questo articolo proponiamo una guida pratica all’utilizzo del portale “Fatture e Corrispettivi” per comunicare i dati

Indice rapido dell’articolo:

 

trasmissione Corrispettivi elettronici

Invio telematico dei corrispettivi: tutti gli ultimi chiarimenti

 

Alla luce delle novità introdotte dal Decreto Crescita 2019, l’Agenzia delle Entrate ha, in particolare, chiarito che:

  • per i primi sei mesi dall’obbligo non si applicano sanzioni in caso di trasmissione telematica entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione;
  • è possibile procedere alla memorizzazione dei corrispettivi con i vecchi registratori di cassa nel caso in cui non ci si sia ancora dotati del registratore telematico, procedendo poi alla trasmissione nei termini previsti dalla moratoria.

 

In quest’ultimo caso le modalità di trasmissione sono state stabilite dal Provvedimento del 4 luglio con il quale sono stati messi a disposizione tre servizi per l’invio all’interno dell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi:

  • upload di un file con i dati dei corrispettivi complessivi di una singola giornata oppure di un file compresso con i file dei dati dei corrispettivi delle singole giornate;
  • compilazione dei dati dei corrispettivi complessivi giornalieri;
  • invio dei dati dei corrispettivi giornalieri tramite protocollo HTTPS o SFTP.

 

L’obbligo di invio telematico dei corrispettivi

 

Attualmente i soggetti di cui all’art. 22 D.P.R. 633/72 che effettuano «operazioni di commercio al minuto e attività assimilate» non sono tenuti ad emettere fattura verso i clienti consumatori finali salvo che tale documento non si ha richiesto dal cliente stesso.

Essi in base al D.P.R. 696/96 certificano i corrispettivi ricevuti mediante rilascio della ricevuta fiscale oppure dello scontrino fiscale e possono scegliere se certificare fiscalmente le operazioni per le quali non c’è obbligo di emissione di fattura con uno strumento piuttosto che con l’altro.

Il predetto D.P.R. 696/96 ha altresì esonerato specifiche operazioni dall’obbligo di certificazione fiscale in ragione della gravosità dell’adempimento e della scarsa rilevanza e utilità ai fini del controllo.

L’art. 2 co. 1 del D.Lgs. n. 127/2015 (come integrato dall’art. 17 D.L. 119 del 23.10.2018 conv, con modific. nella L. 136/2018) prevede che dettaglianti e soggetti assimilati (ex art. 22 D.P.R. 633/72) devono memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all’Agenzia entrate i dati dei corrispettivi giornalieri.

 

Decorrenza dell’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi

La decorrenza di tale obbligo è così differenziata:

  • 1° luglio 2019 nel caso di volume d’affari 2018 superiore ad €. 400.000;
  • 1° gennaio 2020 per i restanti contribuenti.

A partire dalle suddette date non vi è più l’obbligo della tenuta del registro dei corrispettivi.

Di fatto ciò obbliga le imprese che operano al dettaglio ad adeguare i propri registratori di cassa (ove non già ad adeguati).

 

Soggetti obbligati all’invio telematico dei corrispettivi

Si evidenzia che l’obbligo riguarda i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’art. 22, D.P.R. n. 633/72 è cioè:

  • cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante;
  • prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali o mediante apparecchi di distribuzione automatica;
  • prestazioni di trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al…
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