Congedo di maternità dopo il parto: prime indicazioni sulla richiesta

Lavoro, compilazione moduli, contributi previdenzialiL’Istituto Previdenziale ha fornito le prime istruzioni per l’accesso alla facoltà di godere del congedo obbligatorio per maternità esclusivamente dopo il parto. Infatti, nelle more degli adeguamenti alla procedura e della pubblicazione di un’apposita Circolare operativa, si è ritenuto opportuno fornire uno strumento “temporaneo” affinché le lavoratrici in gravidanza possano decidere di posticipare il congedo nel momento successivo al parto, come previsto dalla L. n. 145/2018, art. 1, comma n. 485.

Congedo posticipabile a dopo il parto

La Legge di Bilancio 2019, L. n. 145/2018, con l’articolo 1, comma 485, ha introdotto una disposizione che permette alle lavoratrici in gravidanza di assentarsi per l’astensione obbligatoria di maternità anche interamente dopo il parto piuttosto che in via frazionata sia prima che dopo l’evento stesso. Tale disposizione risulta essere nei fatti un’alternativa a quanto disposto dall’articolo 16, comma 1, del D.Lgs. n. 151/2001, cd. “Testo Unico maternità/paternità”.

Le regole generali sull’astensione obbligatoria

Il Decreto Legislativo n. 151/2001 prevede all’articolo 16, comma 1, che è vietato adibire la donna al lavoro durante i due mesi precedenti la data presunta del parto, ad esclusione di quanto previsto dall’articolo 20 del medesimo D.Lgs., ossia ad esclusione dei casi in cui viene (al contrario) anticipato il momento di astensione obbligatoria della donna in gravidanza dal luogo di lavoro, casistica che avviene in specifiche circostanze. Ad esempio, il divieto è anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto quando le lavoratrici sono occupate in lavori che, in relazione all’avanzato stato di gravidanza, siano da ritenersi gravose o pregiudizievoli.

Resta ferma la durata del congedo obbligatorio per maternità che la legge fissa in 5 mesi totali.

Ma le lavoratrici – ai sensi del successivo articolo 20 – hanno comunque la possibilità di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi all’evento stesso, a condizione che il medico specialista – appartenente al Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato – e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.

La novità contenuta in LdB

La novità apportata dalla Legge di Bilancio 2019, articolo 1, comma 485, comporta l’introduzione all’interno del testo dell’articolo 16 di un nuovo comma, che prevede – in alternativa al divieto di adibire la donna al lavoro durante i due mesi precedenti la data presunta del parto – la possibilità per le lavoratrici di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto, entro i 5 mesi successivi allo stesso, ma solo in specifiche circostanze: per vedersi accettata la domanda, la lavoratrice deve ottenere il consenso:

  1. del medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato;
  2. del medico competente ai fini della prevenzione della tutela della salute nei luoghi di lavoro;

i quali devono attestare che tale opzione non arreca pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.

Tale disposizione comporta così la possibilità che il congedo obbligatorio per maternità venga “slittato” per intero al periodo successivo al parto, e che conseguentemente il congedo venga fruito interamente dal giorno successivo alla data effettiva del parto e per i successivi cinque mesi.

Le prime indicazioni INPS nelle more delle istruzioni operative

Chiaramente tale disposizione necessita di integrazione con le specifiche modalità operative, delle quali si deve occupare l’Istituto Previdenziale al fine di garantire tale diritto alle lavoratrici gestanti.

Con tale obiettivo, l’Istituto Previdenziale si è occupato della pubblicazione del Messaggio n. 1738 del 6 maggio 2019, con il quale fornisce le prime istruzioni sulla…

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