No al silenzio-assenso per autorizzare i controlli audiovisivi in azienda

Il Ministero del Lavoro risponde sul problema dell’installazione di strumenti di controllo a distanza dei lavoratori, e chiarisce come non sia possibile avvalersi dello strumento del silenzio-assenso in ragione della specificità e delicatezza del tema, il quale richiede invece un espresso provvedimento autorizzativo da parte dell’Amministrazione destinataria della richiesta.

Dubbi in materia di Lavoro - il servizio di risposta ai quesiti di Commercialista TelematicoIl Ministero del Lavoro risponde ai Consulenti del Lavoro sulla possibilità che le richieste di autorizzazione all’installazione di strumenti di controllo a distanza dei lavoratori possano essere “evase” con il silenzio-assenso, ossia senza provvedimento espresso da parte dell’Amministrazione competente.

Sul tema il Ministero, dopo un excursus della normativa e della prassi chiarisce come non sia possibile in tal caso avvalersi dello strumento del silenzio-assenso in ragione della specificità e delicatezza del tema, il quale – richiedendo un contemperamento di interessi e un bilanciamento dei diritti delle parti – richiede un espresso provvedimento autorizzativo da parte dell’Amministrazione destinataria della richiesta.

Interpello sulla videosorveglianza

Il Ministero del Lavoro si pronuncia nuovamente sul tema della videosorveglianza.

Tale pronuncia deriva dalla richiesta di Interpello inoltrata al Dicastero da parte del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, il quale ha richiesto il parere dell’Amministrazione con riferimento all’ipotesi in cui la richiesta di autorizzazione all’installazione e all’utilizzo di impianti audiovisivi ed altri strumenti di cui all’articolo 4, comma 1, della L. n. 300/1970, possa essere accettata senza alcun esplicito atto autorizzativo da parte dell’Amministrazione medesima, bensì utilizzando la fattispecie del silenzio assenso prevista dalle disposizioni della L. n. 241/1990 con riferimento ai procedimenti amministrativi, che permettono all’Amministrazione competente di fornire il proprio assenso attraverso il silenzio.

In poche parole, ci si chiede se possa essere contemplata la possibilità che l’Amministrazione autorizzi un impianto di videosorveglianza senza bisogno di fornire un provvedimento espresso, ma attraverso lo strumento del cd. “silenzio-assenso”.

L’iter per l’installazione

A scopo di chiarezza, si ricorda che per installare legittimamente strumenti di videosorveglianza all’interno dell’azienda bisogna rispettare le condizioni poste a tutela dei lavoratori da parte dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori.

Si prevede la possibilità di installazione solo se sussistono specifiche esigenze aziendali (ad es. per la sicurezza sul lavoro), e solo a seguito dell’accordo con le Rappresentanze Sindacali ovvero – in caso di mancato accordo o di assenza delle medesime – a seguito di autorizzazione da parte della sede territorialmente competente dell’Ispettorato del Lavoro.

I dubbi dei Consulenti del Lavoro

Ebbene, il dubbio oggetto dell’Interpello ha trovato voce grazie al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, il quale chiedeva se il silenzio-assenso dell’organo amministrativo adito in relazione alle istanze di autorizzazione, possa essere considerato come un assenso tacito all’istanza medesima, in virtù della quale l’azienda può procedere all’installazione degli impianti richiesti, secondo lo schema e le condizioni precedentemente inoltrate all’Ispettorato medesimo.

Al fine di rispondere in maniera corretta al quesito posto, il Ministero del Lavoro ha proceduto ad acquisire sia il parere dell’ufficio legislativo, sia quello dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, rispondendo con Interpello n. 3 dell’8 maggio 2019.

L’esame del Ministero sulla questione

Per espressa previsione dell’articolo 4, L. n. 300/1970:

  1. ai sensi del secondo comma, sono esclusi dall’ambito applicativo del primo comma dell’articolo 4 tutti quegli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa, così come gli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze, cosicché gli strumenti in questione possono essere installati senza alcuna richiesta di autorizzazione né tantomeno accordo con le rr.ss.;
  2. ai sensi del terzo comma, è concessa l’utilizzabilità delle informazioni raccolte solo per i fini connessi al rapporto di lavoro, con la conseguenza che deve essere permesso al…
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