No al silenzio-assenso per autorizzare i controlli audiovisivi in azienda

di Antonella Madia

Pubblicato il 28 maggio 2019

Il Ministero del Lavoro risponde sul problema dell'installazione di strumenti di controllo a distanza dei lavoratori, e chiarisce come non sia possibile avvalersi dello strumento del silenzio-assenso in ragione della specificità e delicatezza del tema, il quale richiede invece un espresso provvedimento autorizzativo da parte dell’Amministrazione destinataria della richiesta.

Dubbi in materia di Lavoro - il servizio di risposta ai quesiti di Commercialista TelematicoIl Ministero del Lavoro risponde ai Consulenti del Lavoro sulla possibilità che le richieste di autorizzazione all’installazione di strumenti di controllo a distanza dei lavoratori possano essere “evase” con il silenzio-assenso, ossia senza provvedimento espresso da parte dell’Amministrazione competente.

Sul tema il Ministero, dopo un excursus della normativa e della prassi chiarisce come non sia possibile in tal caso avvalersi dello strumento del silenzio-assenso in ragione della specificità e delicatezza del tema, il quale – richiedendo un contemperamento di interessi e un bilanciamento dei diritti delle parti – richiede un espresso provvedimento autorizzativo da parte dell’Amministrazione destinataria della richiesta.

Interpello sulla videosorveglianza

Il Ministero del Lavoro si pronuncia nuovamente sul tema della videosorveglianza.

Tale pronuncia deriva dalla richiesta di Interpello inoltrata al Dicastero da parte del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, il quale ha richiesto il parere dell'Amministrazione con riferimento all'ipotesi in cui la richiesta di autorizzazione all'installazione e all’utilizzo di impianti audiovisivi ed altri strumenti di cui all'articolo 4, comma 1, della