La Cassazione conferma l’impugnabilità del ruolo

La Corte fa chiarezza sulla differenza sostanziale tra “ruolo” ed “estratto di ruolo” (che non sono sinonimi): analizziamo in questo articolo l’ordinanza e le differenze tra i due concetti

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 54 del 3 gennaio 2019, ha confermato il principio espresso a SS.UU. con la sentenza n.19704/2015, secondo cui “Il contribuente può impugnare la cartella di pagamento della quale – a causa dell’invalidità della relativa notifica – sia venuto a conoscenza solo attraverso un estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario della riscossione; a ciò non osta l’ultima parte del comma 3 dell’art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992, in quanto una lettura costituzionalmente orientata impone di ritenere che l’impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato – impugnabilità prevista da tale norma – non costituisca l’unica possibilità di far valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque venuto legittimamente a conoscenza e quindi non escluda la possibilità di far valere l’invalidità stessa anche prima, giacché l’esercizio del diritto alla tutela giurisdizionale non può essere compresso, ritardato, reso più difficile o gravoso, ove non ricorra la stringente necessità di garantire diritti o interessi di pari rilievo, rispetto ai quali si ponga un concreto problema di reciproca limitazione.”

Infatti, per gli Ermellini, “ove la piena conoscenza della pretesa impositiva sia stata conseguita dal contribuente non a seguito di una formale comunicazione, effettuata nei modi previsti dalla legge, ma per altra via, com’è accaduto nel caso di specie, ciò non impedisce l’impugnazione dell’atto, in tesi non notificato, enunciativo della pretesa, comunque conosciuta, non essendo preclusa al contribuente la “facoltà” di accedere ad una tutela giudiziale per così dire “anticipata”, avendone concreto interesse, fatta salva la possibilità di contestare, successivamente, la pretesa impositiva, dopo la notifica di un atto “tipico”, ovvero di sollecitare un intervento in autotutela dell’Amministrazione finanziaria”.

Breve nota

La sentenza che si annota richiama sostanzialmente il contenuto del pronunciamento n.19704 del 2 ottobre 2015, a SS.UU., che ha concluso per l’impugnabilità dell’estratto ruolo, a determinate condizioni.

Detta sentenza ha operato dei precisi passaggi normativi ed interpretativi che meritano di essere ricordati:

  • il “ruolo“, disciplinato dall’art. 10 lett. b) del d.p.r. n. 602 del 1973, è “l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute formato dall’ufficio ai fini della riscossione a mezzo del concessionario” e, in forza di quanto disposto dalI’art. 11 del medesimo d.p.r., “nei ruoli sono iscritte le imposte, le sanzioni e gli interessi“. Il “ruolo” è, quindi, un atto amministrativo dell’ente impositore, tipico sia quanto alla forma che quanto al contenuto sostanziale. Quale titolo esecutivo il ruolo precede ogni attività del concessionario, della quale costituisce presupposto indefettibile. Il concessionario della riscossione, a sua volta, in forza del ruolo ricevuto, redige “la cartella di pagamento” e provvede alla notificazione. L’art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992 elenca espressamente tra gli “atti impugnabili“, alla lett. d) del primo comma, “il ruolo e la cartella di pagamento“, mentre la seconda parte del primo comma dell’art. 21 del medesimo d.lgs. n. 546 dispone espressamente che “la notificazione della cartella di pagamento vale anche come notificazione del ruolo“. Osserva, quindi, la Corte che da tali disposizioni si evince “ il ruolo è atto che deve essere notificato e la sua notificazione coincide con la notificazione della cartella di pagamento “, ed è impugnabile;
  • l’”estratto di ruolo” non è invece specificamente previsto da nessuna disposizione di legge vigente. “ Esso – che viene formato (quindi consegnato) soltanto su richiesta del debitore – costituisce (v. Consiglio di Stato, IV, n. 4209 del 2014) semplicemente un “elaborato informatico formato dall’ esattore ……
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