Limiti nella confisca dell'azienda in caso di reati tributari

A fronte di un reato tributario, il sequestro preventivo della partecipazione sociale totalitaria non comporta l’estensione, di diritto, del sequestro al complesso aziendale. L’estensione del sequestro delle partecipazioni societarie totalitarie all’azienda non è stata infatti prevista dal legislatore per la confisca quale misura di sicurezza e per la confisca per equivalente, laddove, nei reati tributari, il sequestro preventivo può essere eseguito su beni che devono essere confiscati, costituendo il prezzo o il profitto, salvo che appartengano a persona estranea al reato, o quando non è possibile procedere alla confisca diretta dei beni, per equivalente. Il profitto del reato è del resto costituito esclusivamente dal valore degli importi evasi e l’azienda non può mai costituire profitto del reato, perché è, semmai, lo strumento mediante il quale la società svolge l’attività economica

Limiti nella confisca dell'azienda in caso di reato tributariA fronte di un reato tributario, il sequestro preventivo della partecipazione sociale totalitaria non comporta l’estensione, di diritto, del sequestro al complesso aziendale.

L’estensione del sequestro delle partecipazioni societarie totalitarie all’azienda non è stata infatti prevista dal legislatore per la confisca quale misura di sicurezza e per la confisca per equivalente, laddove, nei reati tributari, il sequestro preventivo può essere eseguito su beni che devono essere confiscati, costituendo il prezzo o il profitto, salvo che appartengano a persona estranea al reato, o quando non è possibile procedere alla confisca diretta dei beni, per equivalente.

Il profitto del reato di cui all’art. 2 del Dlgs. 74/2000 è del resto costituito esclusivamente dal valore degli importi evasi e l’azienda non può mai costituire profitto del reato, perché è, semmai, lo strumento mediante il quale la società svolge l’attività economica.

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 51603 del 15/11/2018, ha chiarito alcuni rilevanti aspetti in tema di sequestro e confisca in caso di cessione di azienda.

Nel caso di specie, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata aveva proposto ricorso per cassazione avverso l’Ordinanza con la quale il Tribunale del riesame di Macerata aveva accolto l’appello proposto dall’indagata, disponendo la revoca del provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari.

La contribuente, in concorso con l’amministratore di fatto, era indagata, quale legale rappresentante di una Srl, del reato ex art. 2 Dlgs. 74/2000, perché, al fine di evadere l’imposta sul valore aggiunto, avvalendosi nella relativa dichiarazione per l’anno 2016, di fatture, emesse da più società, per operazioni soggettivamente inesistenti, aveva indicato elementi passivi fittizi per complessivi € 796.633,00.

Il giudice per le indagini preliminari aveva quindi disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca diretta del profitto, ove rinvenuto, nei confronti della società e per equivalente di beni mobili, immobili e somme di denaro nella disponibilità della stessa indagata, sino alla concorrenza dell’importo sopra indicato.

In esecuzione del decreto del giudice per le indagini preliminari, la Guardia di Finanza aveva sottoposto a sequestro, tra gli altri beni, il 100% delle quote sociali della società.

E il giudice per le indagini preliminari, in applicazione dell’art. 104- bis disp. att. cod. proc. pen., aveva nominato due amministratori giudiziari, indicando quale oggetto dell’amministrazione giudiziaria «aziende, società, ovvero beni, di cui fosse necessario assicurare l’amministrazione, oggetto di sequestro preventivo.

In accoglimento dell’istanza degli amministratori giudiziari, il giudice per le indagini preliminari aveva poi emesso il provvedimento impugnato, con il quale chiariva che il sequestro preventivo della partecipazione sociale totalitaria comportava, di diritto, l’estensione del sequestro al complesso aziendale.

La Guardia di Finanza, infine eseguiva, il provvedimento del giudice per le indagini preliminari, procedendo al sequestro del complesso aziendale, con immissione in possesso degli amministratori giudiziari.

Il pubblico ministero rilevava che, con legge n. 161 del 2017, il legislatore, nel modificare il c.d. codice antimafia, era intervenuto anche sull’art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen., riscrivendo il comma 1 ed introducendo i commi 1-bis e 1-ter.

Il pubblico ministero rilevava che l’art. 104-bis, comma 1-bis disp. att. cod. proc. pen., nel caso in cui il sequestro riguardi aziende, società o beni di cui sia necessario assicurare l’amministrazione, prevede che il giudice che dispone il sequestro nomini un amministratore giudiziario ai fini della gestione, laddove le norme in tema di amministrazione, gestione e destinazione dei beni sequestrati (e confiscati) di cui al Dlgs. n. 159/2011 sono divenute il modello di riferimento per tutte le tipologie di…

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