Caporalato: quando si configura lo sfruttamento del lavoratore

Nel corso degli ultimi mesi l’Ispettorato del lavoro si è profuso in circolari e pareri con riferimento a una serie veramente notevole di aspetti riguardanti l’attività in concreto svolta dal personale ispettivo. Tale contributo ha l’obiettivo di analizzare uno dei temi da ultimo analizzati dall’Ispettorato, ossia il caso dello sfruttamento di manodopera e dell’intermediazione illecita, con il quale quest’ultimo ha fornito utili strumenti al personale ispettivo per l’individuazione di situazioni di caporalato, o comunque di sfruttamento dei lavoratori, anche con l’aiuto di precisi indici

Caporalato: quando si configura lo sfruttamento del lavoratoreNel corso degli ultimi mesi l’Ispettorato del lavoro si è profuso in circolari e pareri con riferimento a una serie veramente notevole di aspetti riguardanti l’attività in concreto svolta dal personale ispettivo. Tale contributo ha l’obiettivo di analizzare uno dei temi da ultimo analizzati dall’Ispettorato, ossia il caso dello sfruttamento di manodopera e dell’intermediazione illecita – di cui all’art. 603-bis del C.p. – con il quale quest’ultimo ha fornito utili strumenti al personale ispettivo per l’individuazione di situazioni di caporalato, o comunque di sfruttamento dei lavoratori, anche con l’aiuto di precisi indici.

Le Linee guida per individuare lo sfruttamento

Come già anticipato, l’Ispettorato del lavoro ha pubblicato delle linee guida – con la Circolare n. 5 dello scorso 28 febbraio 2019 – che riguardano dettagliatamente l’intermediazione illecita e lo sfruttamento di lavoro, allo scopo di dare delle specifiche linee di condotta al personale ispettivo per lo svolgimento dell’attività di vigilanza.

Tali linee guida devono essere però considerate come una disciplina di tipo generale, la quale va certamente integrata e coordinata con le diverse indicazioni fornite dalle Procure della Repubblica competenti per territorio, le quali potranno fornire indirizzi:

  • sia riguardo agli elementi utili alla configurazione del reato;
  • sia con riferimento alle specifiche metodologie per l’acquisizione dei relativi elementi di prova.

Infatti, lo stesso Ispettorato specifica come tale attività investigativa sia una specifica attività di polizia giudiziaria, che, fatta salva una prima indagine, deve essere svolta sempre con il coordinamento con la Procura della Repubblica competente e con i Carabinieri del comando per la tutela del lavoro.

L’art. 603 C.p. e le fattispecie penalmente punibili

Entrando adesso nel dettaglio dell’argomento, il tema è trattato dall’articolo 603-bis del Codice penale, il quale specifica le diverse fattispecie di delitto e le pene spettanti.

Due fattispecie di delitto – Così si hanno innanzitutto due differenti fattispecie di delitto:

  1. intermediazione illecita di manodopera: quando si recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori;
  2. sfruttamento di manodopera: quando direttamente si assume o si impiega manodopera (anche mediante l’attività di intermediazione poc’anzi citata) sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.

Pene previste

Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, i soggetti che si macchiano di tali reati, sono puniti con:

  • reclusione da uno a sei anni;
  • multa da 500 a 1.000 euro;

per ciascun lavoratore reclutato.

Un aumento della pena si ha quando i fatti sono commessi mediante violenza o minaccia. In tal caso infatti, si applica:

  • la pena della reclusione da cinque a otto anni;
  • la multa da 1.000 a 2.000 euro;

per ciascun lavoratore reclutato.

Ulteriori condizioni di aumento della pena si hanno quando:

  • il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre;
  • uno o più dei soggetti reclutati siano minori in età non lavorativa;
  • esposizione dei lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro;

in tali circostanze l’aumento della pena andrà da un terzo alla metà.

Configurazione del reato

Sebbene nel sentire comune – come specifica l’INL – il reato in questione è spesso associato alle attività svolte in agricoltura, lo stesso potrebbe riscontrarsi anche ambiti diversi, quali ad esempio nel campo delle “attività di servizi esercitate da talune imprese che realizzano forme di intermediazione illecita lucrando su un abbattimento abnorme dei costi del lavoro a danno dei lavoratori o degli Istituti previdenziali”, ovvero…

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