La svendita sottocosto deve essere provata

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 13 febbraio 2019



La svendita sotto costo per liquidazione finale deve essere provata. Sono queste le sintetiche conclusioni che si possono trarre dalla lettura di una recente ordinanza della Corte di Cassazione

svendita sottocostoLa svendita sotto costo per liquidazione finale deve essere provata. Sono queste le sintetiche conclusioni che si possono trarre dalla lettura dell’ordinanza n. 26086 del 17 ottobre 2018 della Corte di Cassazione

Il fatto

La Commissione tributaria regionale della Campania respingeva l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Napoli che aveva accolto il ricorso del contribuente contro l’avviso di accertamento per II.DD. ed IVA 2012.

La CTR osservava, in particolare, “che il fatto costitutivo principale allegato dall’Ente impositore a sostegno delle proprie pretese creditorie (antieconomicità della gestione aziendale del contribuente) era stato adeguatamente controprovato dal contribuente con la allegazione dell'avvenuta svendita liquidatoria delle rimanenze di magazzino”.

Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle entrate deducendo, fra l’altro, che l’onere controprobatorio del contribuente a fronte della contestata antieconomicità della gestione della sua impresa, si basava sulla mera allegazione della circostanza fattuale di vendite sottocosto, “ma senza alcuna prova della circostanza medesima”.

Il pensiero della Corte

Osservano i massimi giudici che “Nel giudizio tributario, una volta contestata dall'Erario l'antieconomicità di una operazione posta in essere dal contribuente che sia imprenditore commerciale, perché basata su co