Esterometro: ambito di applicazione e soggetti esclusi

Esterometro: ambito di applicazione e soggetti esclusi

Aggiornamento: il termine di scadenza sta per essere
prorogato al 30 aprile 2019.

Si avvicina la data del 28 febbraio prossimo (30 aprile con probabile prroga) e i contribuenti rischiano un congestionamento dovuto all’accavallamento di diversi adempimenti fiscali. Entro il termine del mese di febbraio prossimo dovrà essere inviato l’ultimo spesometro trimestrale, i dati relativi alle liquidazioni Iva del periodo ottobre/dicembre 2018, ma si aggiungerà il nuovo adempimento, l’esterometro, riguardante la comunicazione dei dati relativi alle operazioni attive e passive effettuate e ricevute verso o da contribuenti non stabiliti nel territorio dello Stato.

L’adempimento è completamente nuovo ed è quindi naturale che i contribuenti debbano affrontare problemi ed incertezze la cui soluzione non è sempre agevole. Per questa ragione sta crescendo il pressing delle categorie che spingono per prorogare al 30 aprile la prima comunicazione dei dati relativi alle operazioni del mese di gennaio dell’anno 2019 ed anche per febbraio e marzo.

L’ambito di applicazione dell’esterometro: profili soggettivi

Per comprendere l’ambito applicativo del nuovo obbligo di comunicazione l’esame della problematica deve iniziare dal testo dell’art. 1, comma 3 – bis del decreto legislativo n. 127 del 2015. La norma così prevede: “I soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3. La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione”.

La disposizione citata fa riferimento ai soggetti passivi di cui al precedente comma 3.  Si tratta dei soggetti residenti e stabiliti nel territorio dello stato. Pertanto le società non stabilite nel territorio dello Stato, ma identificate direttamente, come pure i soggetti non residenti che hanno provveduto alla nomina di un proprio rappresentante fiscale in Italia, non sono tenuti al nuovo adempimento.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 13/E del 2 luglio 2018, l’esterometro deve essere prodotto ed inviato solo dai soggetti stabiliti in Italia, ma la comunicazione dovrà comprendere anche le operazioni realizzate nei confronti dei soggetti identificati.

Sul punto Assonime ha evidenziato che non sono considerati come soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato:

  • i soggetti non residenti direttamente identificati;
  • i soggetti non residenti che hanno proceduto con la nomina di un proprio rappresentante fiscale in Italia;
  • i soggetti esteri che non hanno partita IVA.

Operazioni escluse

L’Agenzia delle entrate ha chiarito, con la consulenza giuridica n. 8 pubblicata il 7 febbraio scorso, che l’obbligo di comunicazione non riguarda le operazioni di tax free shopping, ed in particolare le fatture estere trasmesse al sistema Otello.

Tali operazioni non dovranno essere comunicate con l’esterometro, la comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura in formato elettronico.

Sono poi esclusi dal nuovo obbligo anche i dati delle prestazioni relative all’acquisto di beni e servizi ricevute da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato ove non rilevanti territorialmente in Italia. Si considerino ad esempio le prestazioni rese dai ristoranti o dagli alberghi nei confronti dei dipendenti di un azienda in trasferta all’estero.

Ad esempio se la trasferta è effettuata in Germania, le prestazioni assumeranno rilevanza…

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