Dichiarazione IVA annuale 2019: attenzione al credito

L’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica dal 1° gennaio scorso ha distolto l’attenzione degli operatori da altri temi fiscali di assoluto interesse. Uno di questi è rappresentato dalla dichiarazione annuale Iva relativa al 2018 (Modello Iva/2019) la cui scadenza si avvicina rapidamente. La trasmissione telematica dovrà essere effettuata entro il 30 aprile prossimo e il versamento del saldo sarà dovuto entro il 16 marzo 2019. In alternativa il contribuente potrà decidere di versare la somma risultante dalla predetta dichiarazione annuale in nove rate, entro il 16 novembre 2019, oppure entro il termine previsto per il versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi

Dichiarazione IVA annuale 2019: attenzione al creditoL’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica dal 1° gennaio scorso ha distolto l’attenzione degli operatori da altri temi fiscali di assoluto interesse. Uno di questi è rappresentato dalla dichiarazione annuale Iva relativa al 2018 (Modello Iva/2019) la cui scadenza si avvicina rapidamente.

La trasmissione telematica dovrà essere effettuata entro il 30 aprile prossimo e il versamento del saldo sarà dovuto entro il 16 marzo 2019. In alternativa il contribuente potrà decidere di versare la somma risultante dalla predetta dichiarazione annuale in nove rate, entro il 16 novembre 2019, oppure entro il termine previsto per il versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

La compilazione del quadro VH

Analogamente allo scorso anno non deve essere compilato il quadro VH in quanto i dati delle liquidazioni periodiche sono già in possesso dell’Agenzia delle entrate a seguito dell’invio effettuato dal contribuente con periodicità trimestrale. Secondo le indicazioni fornite con la Risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 104 del 2017, la trasmissione dei dati delle liquidazioni Iva ha valore di comunicazione propedeutica alla compilazione della dichiarazione Iva annuale.

Nell’ipotesi di omesso invio dei dati delle predette liquidazioni, ovvero di invio dei dati inesatti o incompleti, il contribuente può scegliere di avvalersi di due diverse modalità di ravvedimento operoso.

E’ possibile inviare, prima della presentazione della dichiarazione Iva annuale, una nuova comunicazione dei dati relativi alle liquidazioni periodiche (nel caso in cui il precedente invio contenesse uno o più errori). In alternativa, il contribuente non effettuerà alcun ulteriore invio procedendo direttamente alla compilazione del quadro VH. In pratica la corretta compilazione del predetto quadro ha come effetto la rimozione dell’errore.

Il contribuente, a seguito della correzione dell’errore, dovrà comunque effettuare spontaneamente il versamento delle sanzioni ridotte a seconda del momento in cui avrà effettuato il ravvedimento operoso. La sanzione minima, che fa da base (per il calcolo delle sanzioni ridotte) per applicare il ravvedimento operoso, è pari a 500 euro; invece la massima ammonta a 2.000 euro.

Se il ravvedimento operoso viene effettuato entro 15 giorni dall’originaria scadenza dell’adempimento (l’invio dei dati della liquidazione), la sanzione base si riduce del 50 per cento ed ammonta a 250 euro. La riduzione della sanzione del 50 per cento dipende esclusivamente dal momento in cui il contribuente effettua il nuovo invio dei dati relativi alla liquidazione (entro 15 giorni).

Successivamente la sanzione si riduce da 1/9 a 1/5 a seconda di quando si effettua il relativo versamento. Ad esempio, se la regolarizzazione viene effettuata entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva 2019 (30 aprile) del periodo di imposta 2018, relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione, la sanzione base di 500 euro, si riduce a 1/8 ed ammonta a 62,5 euro.

La dichiarazione Iva annuale a credito

Le istruzioni per la compilazione del modello Iva annuale prevedono una novità rilevante per le dichiarazioni annuali che evidenziano un credito.

Tale importo, compensabile con altri tributi, deve essere determinato considerando, diversamente dallo scorso anno, l’Iva a debito di cui alle liquidazioni periodiche effettivamente versata.

In particolare, è necessario distinguere le dichiarazioni Iva annuali che presentano un saldo a debito da quelle il cui saldo è a credito. Al fine di determinare l’importo a debito di cui al rigo VL32, è necessario considerare in diminuzione non l’Iva effettivamente versata (in sede di liquidazione periodica), ma l’Iva periodica dovuta.

Deve essere scomputato l’importo di cui al rigo VL30, campo 1, che tiene conto dell’Iva periodica che avrebbe dovuto essere versata. In buona sostanza l’importo a debito…

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