Tasso del mutuo e usura - TAN, TAEG e TEG: analogie e differenze

In tema di prestiti e mutui spesso si parla di TAN, TAEG e TEG. Quali le analogie e quali le differenze tra questi indici? Quali le soglie d’usura? In questo articolo cerchiamo di spiegarne le caratteristiche dal punto di vista della banca e del cliente

Tasso del mutuo e usura - TAN, TAEG e TEG: analogie e differenze1) TAN (Tasso annuo nominale) E TAEG (Tasso annuo effettivo globale)

2) TAEG (Tasso annuo effettivo globale) E TEG (Tasso Effettivo Globale)

3) LA COMMISSIONE DI GARANZIA CONFIDI VA INSERITA NEL CALCOLO DEL TEG

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TAN (Tasso annuo nominale) E TAEG (Tasso annuo effettivo globale) 

In matematica finanziaria il tasso può essere espresso come “nominale” o “effettivo”.

Il TAN è il tasso più semplice cui si possa fare riferimento, rappresenta l’interesse annuo applicato a un prestito, da riconoscere al finanziatore al termine dell’anno.

Tuttavia è da dire che nei comuni piani di ammortamento di prestiti e mutui l’interesse non è pagato tutto in una volta a fine anno, ma caricato su ogni rata in scadenza.

Questo avvantaggia un pochino il finanziatore che entra in possesso in anticipo degli interessi.

Il TAN rimane insensibile a questo fenomeno differendo in tal senso dal TAEG.

ESEMPIO:  Un prestito al tasso annuo nominale del 20% presenterebbe un tasso effettivo del 20% solo se il pagamento degli interessi avvenisse in unica soluzione a fine anno.

Se invece si procede al rimborso rateale degli interessi aggiungendoli a ogni rata di rimborso capitale, il tasso effettivo aumenta.

Con il frazionamento mensile quello del suddetto prestito salirebbe dal 20% al 22%.

La differenza tra Tasso Nominale ed Effettivo s’incrementa non soltanto con l’aumentare del tasso ma anche con il crescere del numero di rate annue.

ESEMPIO: Consideriamo un prestito al Tasso annuo Nominale del 5%.

Se il pagamento avviene semestralmente (2 rate l’anno) il Tasso Effettivo sarà pari al 5,06%.

Con il pagamento mensile (12 rate annue) ammonterà al 5,12%.

Un Tasso annuo Nominale del 20%, regolato con pagamento mensile aumenterà fino al 21,9%, con una differenza di quasi due punti rispetto al Tasso Nominale.

Il TAEG rappresenta l’effettivo costo di un finanziamento. È un indicatore del costo percentuale globale del prestito.

Dal confronto del TAEG di due mutui si può capire la loro differenza di costo.

Per determinare il costo del denaro prestato occorre considerare tutte le spese e commissioni collegate al credito, escluse le imposte.

Riguardo al tipo di rimborso del prestito, il metodo di ammortamento usato abitualmente per mutui e prestiti (francese a rata costante) prevede che il pagamento dell’interesse non avvenga una volta sola alla fine dell’anno, ma risulti caricato su ogni rata.

Con pagamenti frazionati nell’anno, il più delle volte mensili, ciò rappresenta un piccolo vantaggio per il finanziatore, che comincia a incassare gli interessi in anticipo.

Questo meccanismo si chiama trasformazione del tasso da capitalizzazione semplice a capitalizzazione composta.

Tale sistema di ammortamento è spesso preferito dalle banche ma può penalizzare i debitori perchè il tasso effettivo sul debito differisce dal tasso preventivato nel contratto.

Quando confrontiamo le offerte per un prestito o per un mutuo, ci troviamo sempre di fronte a due indicatori di tasso d’interesse, il TAN e il TAEG.

Il TAN indica esclusivamente la misura degli interessi dovuti su un prestito, senza considerare le spese.

Le spese sono molte, sia in caso di prestiti che di mutui: una voce importante è costituita dalle spese di apertura pratica, ma ci sono anche le spese di incasso, le spese di assicurazione eventualmente imposte dal creditore, etc.

Ed è qui che entra in gioco il TAEG, indice con il quale s’indica il costo effettivo di un prestito, comprensivo di tutte le spese sostenute per ottenere il finanziamento e per pagare le rate.

È consigliabile controllare sempre il TAEG quando si paragonano offerte di mutuo o prestito.

Il TAEG costituisce un tasso diverso dal TAN: quest’ultimo è il tasso d’interesse applicato a un finanziamento e, non tenendo conto né dell’eventuale capitalizzazione infrannuale, né degli altri costi che intervengono nel finanziamento stesso, non corrisponde all’effettivo tasso pagato dal…

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