Processi verbali di constatazione: definizione agevolata con la pace fiscale

La definizione dei processi verbali di constatazioneDopo l’approvazione del decreto legge 23 ottobre 2018, n. 119 i contribuenti sono chiamati ad effettuare le prime valutazioni di convenienza circa l’opportunità di avvalersi della c.d. “pace fiscale”.  Coloro che nei mesi scorsi hanno subito un accesso, ispezione o verifica, con la consegna di un processo verbale da cui risultano violazioni, irregolarità o omissioni, potranno avvalersi della possibilità di definizione della lite potenziale con il Fisco secondo le indicazioni dell’art. 1 del decreto. La prima parte della disposizione prevede che il “contribuente può definire il contenuto integrale dei processi verbali di constatazione redatti ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, consegnati entro la data di entrata in vigore del presente decreto, …”

La data spartiacque è rappresentata dal 24 ottobre, giorno di entrata in vigore delle disposizioni, in quanto il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 23 ottobre scorso. Pertanto se il PVC è stato consegnato entro il 24 ottobre la lite potenziale sarà definibile.

Un elemento di criticità della disciplina riguarda l’obbligo di definire l’intero contenuto del PVC. Si tratta di un elemento di “debolezza” della disposizione in quanto potrebbe rappresentare un “freno” all’adesione. Infatti, qualora il contribuente abbia subito contestazioni dubbie o non condivisibili, potrebbe preferire attendere la notifica dell’avviso di accertamento per impugnare successivamente l’atto davanti alla Commissione Tributaria.

Sarebbe stato preferibile, ma non è così, poter definire i singoli rilievi. La scelta del legislatore è probabilmente animata dalla volontà di chiudere definitivamente la lite potenziale.

Per ciò che riguarda la procedura da seguire, il comma 1 fa riferimento alla necessità di presentare una dichiarazione per regolarizzare le violazioni contestate e risultanti dal verbale. La definizione potrà riguardare le imposte sui redditi, le relative addizionali, i contributi previdenziali e le ritenute, le imposte sostitutive, l’Irap, l’imposta sul valore degli immobili all’estero, l’imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero e l’imposta sul valore aggiunto.

La possibilità di definire le attività e i patrimoni detenuti all’estero ha suscitato la reazione di una parte delle forze politiche di maggioranza. Sono state già annunciate alcune modifiche del testo normativo che, presumibilmente, saranno introdotte nel corso dell’iter parlamentare di conversione in legge.

Ai fini della definizione agevolata dei PVC non possono essere utilizzate, a scomputo dei maggiori imponibili dichiarati, le perdite di cui agli articoli 8 e 84 del TUIR.

Nel caso in cui il PVC sia consegnato ad un soggetto che applica il regime di trasparenza di cui agli articoli 5, 115 e 116 del TUIR, la dichiarazione per la definizione della “lite potenziale” può essere presentata anche dai soggetti partecipanti. Anche tali soggetti potranno beneficiare, come pure la società o l’associazione partecipata, della cancellazione delle sanzioni e dei relativi interessi. In ogni caso restano dovute le maggiori imposte risultanti dal PVC.

Dopo la presentazione della dichiarazione di regolarizzazione il contribuente dovrà autoliquidare le maggiori imposte risultanti sulla base delle violazioni indicate dal PVC.

Ai fini del perfezionamento della definizione in rassegna non è sufficiente la presentazione della dichiarazione, ma è altresì necessario il relativo versamento delle imposte autoliquidate. A tal fine, cioè per l’efficacia della definizione, è sufficiente anche il versamento della prima rata laddove il contribuente si sia avvalso, facoltativamente, della rateazione.

In tal caso è possibile effettuare il pagamento con un massimo di 20 rate trimestrali di pari importo. E’ però esclusa la compensazione prevista dall’art. 17 del D.Lgs n. 241/1997.

Nicola Forte

7 novembre 2018

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